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Riqualificazione dell'appalto in somministrazione illecita di manodopera

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  Riqualificazione dell'appalto in somministrazione illecita di manodopera: quando l'Amministrazione finanziaria sbaglia (e come difendersi) Negli ultimi anni si moltiplicano gli accertamenti fiscali con cui la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate contestano alle imprese che si avvalgono di appaltatori esterni per servizi labour intensive (logistica, pulizie, facchinaggio, ristorazione, assistenza informatica) di aver in realtà mascherato, dietro la veste formale del contratto d'appalto, una somministrazione di manodopera non autorizzata o addirittura fraudolenta. Le conseguenze paventate sono pesanti: recupero dell'IVA detratta, indeducibilità dei costi, in alcuni casi persino la tesi — errata, come vedremo — della "inesistenza giuridica" delle fatture. Si tratta di un tema che, per la sua tecnicità, genera spesso accertamenti fragili e facilmente contestabili, se affrontati con gli strumenti giusti. Il primo equivoco: confondere somministrazion...

Decadenza e prescrizione nell’accertamento e nella riscossione dei tributi locali

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Con l’ordinanza Cass. civ., sez. V, 26 gennaio 2026, n. 1781, la Suprema Corte interviene su una questione che continua a generare contenzioso e decisioni difformi: la corretta individuazione dei termini decadenziali applicabili, rispettivamente, alla fase di accertamento e a quella di riscossione dei tributi locali e la distinzione con i termini di prescrizione. La pronuncia si segnala per il rigore con cui viene ricondotta a sistema la disciplina introdotta dalla legge n. 296/2006, censurando un errore di qualificazione giuridica che incide direttamente sulla legittimità dell’atto impositivo. Il caso trae origine da avvisi di accertamento TARI notificati da Roma Capitale per infedele dichiarazione, relativi alle annualità 2014-2018. Il giudice di appello aveva ritenuto decaduto il potere impositivo con riferimento all’anno 2014, assumendo che la notifica dell’avviso fosse intervenuta oltre i termini previsti. Tale conclusione poggiava, tuttavia, sull’applicazione del termine triennal...

Locazioni non dichiarate: nulli gli accertamenti del Centro Operativo di Pescara

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La Cassazione conferma: il potere impositivo resta legato al domicilio fiscale del contribuente, al Centro operativo spettano solo i controlli. Con una recente pronuncia destinata ad avere un forte impatto sul contenzioso tributario, la Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità degli avvisi di accertamento notificati direttamente dal Centro Operativo di Pescara in materia di locazioni. I Giudici di legittimità hanno chiarito che tali atti sono viziati da incompetenza territoriale qualora non provengano dall'ufficio provinciale territorialmente competente in base al domicilio fiscale del contribuente (Cass. Civ., sez. trib., sent. n. 34444 del 28 dicembre 2025). Il quadro normativo e il ruolo del Centro Operativo La questione nasce dall'interpretazione delle norme introdotte per contrastare l'evasione fiscale attraverso controlli automatizzati. Il Legislatore aveva previsto che l'Agenzia delle Entrate potesse avvalersi di specifiche articolazioni, con competen...

Domenico Riccio - Diritto tributario III – L’accertamento

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Dopo le variazioni apportate dai menzionati provvedimenti legislativi, l’art. 32, primo comma, n. 2, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 dispone che i prelevamenti e gli importi riscossi nell’ambito dei rapporti con gli intermediari finanziari sono «posti come ricavi o compensi a base delle stesse rettifiche ed accertamenti, se il contribuente non ne indica il soggetto beneficiario e sempreché non risultino dalle scritture contabili». Non v’è dubbio che si tratta di una doppia presunzione, visto che un prelievo non può sicuramente dare origine ad un ricavo; piuttosto dai prelevamenti non giustificati si presume l’esistenza di «costi in nero» e da questi ultimi si ritiene provata la sussistenza di ricavi non dichiarati. In altri termini, il ragionamento sotteso è che se vi sono dei prelevamenti che non hanno giustificazione vuol dire che il contribuente ha acquistato «in nero» e, quindi, ha conseguito dei ricavi altrettanto «in nero». La norma, pertanto, crea uno squarcio nella opzi...