La Trilogia dell'Iperuranio chiude L'Opera
Eccoci arrivati alla fine de L'Opera con la Trilogia dell'Iperuranio 81. Dio. Un'autobiografia Non è un libro. È una lacerazione. Un vangelo scritto con la lama, non con l’inchiostro. Un’autobiografia che nessun dio avrebbe mai dovuto scrivere. Questa è la voce dell’essere che precede ogni verbo. Il testimone dell’origine. L’oscuro splendore che ha visto tutto, ricordato tutto, dimenticato tutto. Un Dio che non salva, che non consola, che non perdona. Un Dio che trema quando si nomina. Che si è partorito da solo. Che ha guardato il caos senza giudicarlo e si è nascosto nel tempo senza appartenervi. Ogni capitolo è una ferita mitica. Un sigillo che si apre solo tremando. Non troverai dottrina. Non troverai pace. Troverai la voce di chi c’era prima di ogni religione, prima di ogni forma, prima di ogni luce. E che torna, ora, a raccontarsi. Non per essere adorato, ma per essere ricordato. Dio. Un’autobiografia Non leggerla. Subiscila. Questo testo è un’opera d...