I Principi e i Soggetti del Diritto Tributario - Domenico Riccio
I Principi e i Soggetti
La giustificazione del prelievo e i suoi attoriIl diritto tributario non è un furto legalizzato, ma il patto originario su cui si regge lo Stato. Senza prelievo non esiste spesa pubblica, e senza spesa pubblica non esiste comunità civile. Ma il potere di sottrarre ricchezza ai cittadini non è assoluto: è recintato da regole precisissime. Comprendere queste regole significa possedere la chiave per interpretare l'intera macchina fiscale.
1. I pilastri costituzionali del prelievo
L'architettura tributaria italiana poggia su due norme fondamentali della Costituzione. Nessun funzionario dell'Agenzia delle Entrate può agire ignorandole.
- La Riserva di Legge (Art. 23 Cost.): «Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge». Lo Stato non può improvvisare tributi. È una riserva di legge relativa: la legge ordinaria fissa gli elementi essenziali (soggetti, presupposto, limite massimo dell'aliquota), mentre i decreti e i regolamenti ne curano i dettagli tecnici.
- La Capacità Contributiva (Art. 53 Cost.): «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività». Non si tassa l'esistenza di un individuo, ma la sua effettiva forza economica (reddito, patrimonio o consumi).
2. Lo Statuto dei Diritti del Contribuente
La Legge 212/2000 è la "costituzione materiale" del diritto tributario. Non è solo un elenco di buone intenzioni, ma un argine contro l'arbitrio dell'Amministrazione.
I principi cardine sanciti dallo Statuto sono tre:
- Irretroattività: Le norme tributarie non possono avere effetto retroattivo. Il Fisco non può cambiare le regole del gioco a partita conclusa.
- Affidamento e Buona Fede: Non si applicano sanzioni né interessi se il contribuente si è conformato a indicazioni contenute in atti dell'Amministrazione (circolari, risposte agli interpelli) poi modificate, o se vi era obiettiva incertezza normativa.
- Contraddittorio preventivo: Prima di emettere un avviso di accertamento, l'Ufficio deve (con le recenti riforme in modo sempre più vincolante) invitare il contribuente a fornire chiarimenti.
3. L'Amministrazione Finanziaria
L'Agenzia delle Entrate è il braccio operativo. Ha personalità giuridica di diritto pubblico e gode di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) detta le linee guida generali, ma è l'Agenzia a eseguire le attività di controllo, accertamento e contenzioso.
4. I Soggetti Passivi
Il soggetto attivo del rapporto è lo Stato (o l'ente locale). Ma chi è il soggetto passivo? Non esiste solo il "contribuente di diritto", colui che realizza il presupposto d'imposta. Il legislatore ha creato figure giuridiche specifiche per blindare la riscossione:
- Il Sostituto d'Imposta: È obbligato al pagamento delle imposte in luogo di altri (es. il datore di lavoro per il dipendente). Effettua la ritenuta alla fonte e la versa all'Erario. Il rapporto si gioca a tre: Erario, Sostituto, Sostituito.
- Il Responsabile d'Imposta: È obbligato al pagamento dell'imposta insieme ad altri, per fatti a lui non imputabili direttamente, ma ai quali ha partecipato (es. il notaio per l'imposta di registro sull'atto che rogita). Gode del diritto di rivalsa integrale.