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Domenico Riccio - Zero. La fine è l'inizio

 

domenico riccio libro zero

Zero

Zero. La fine è l’inizio

Per tutta la vita gli hanno insegnato a misurare il cervello. Nessuno gli aveva insegnato a riconoscere un’anima. Zero è il fascicolo clinico di un paziente psichiatrico raccontato dallo psichiatra che ha tentato di comprenderlo.

L’Autore

Domenico Riccio, autore di oltre cento saggi, articoli e note, ha conseguito una laurea, una specializzazione, due dottorati di ricerca e tre master. Vincitore di più borse di studio, ha partecipato a vari progetti di ricerca ed è stato relatore in numerosi convegni e incontri di studio. Già consulente governativo, ha insegnato in diverse università. Con questo bagaglio di studi ed esperienze e con le sue personali ricerche, esplora nei suoi scritti i confini della conoscenza umana, affrontando tematiche che spaziano dalla filosofia all’etica, fino alle più profonde questioni spirituali.

L’Opera

L’Opera non è una raccolta di libri. È un cammino. È un rito in ottantaquattro volumi.

Zero

(WAIS-IV: VCI↑ PRI↑) + (MBTI: INFJ-T) × [MVPI: ALT(71) ∪ EST(82) – (POT + DEN)] → [HDS: EXP(89) × ORI(91)] ∩ (MMPI-2: 8-9) ⊂ (MMPI-2: F>Fb ∪ K↓) ∞ (Rorschach: R=26 | T=3h) ÷ (D<0) ≡ (SCID-5: F25.0) + (C₈H₁₇NO₂) + (C₁₅H₁₀ClN₃O₃) + (C₈H₁₆O₂) + (C₂₁H₂₅N₃O₂S) + (C₁₇H₂₇NO₂) – (Rorschach: COP↓ ∪ AG↑) ⊂ (S-CON=9) = (G×F) = (P×+∞×–∞) = 0

Fascicolo ZERO

Esistono cartelle cliniche che si chiudono. Altre rimangono socchiuse per anni. Non per un errore amministrativo. Per vergogna. Questa è una di quelle. L’ho riaperta centinaia di volte. Ogni volta con la stessa illusione.

Sintesi clinico-diagnostica integrata

1. Diagnosi Il quadro clinico complessivo è compatibile con un Disturbo Schizoaffettivo, tipo bipolare, a decorso cronico e fluttuante, con episodi misti ricorrenti, sintomatologia psicotica a tonalità simbolico-mistica e rischio suicidario elevato, strutturale e ricorrente.

WAIS-IV: VCI↑ PRI↑

Ricevetti la cartella clinica alle 7:42 del mattino. Era la prima visita della giornata. Il fascicolo era sorprendentemente sottile. Pensai che fosse stato compilato in modo frettoloso. Controllai il frontespizio.

MBTI: INFJ-T

Non credo ai test di personalità. O, più precisamente, credo che dicano qualcosa, ma molto meno di quanto promettano. Le persone amano sentirsi riassunte. È rassicurante. Quattro lettere sembrano più leggere di una vita intera.

MVPI: ALT(71) ∪ EST(82) – (POT + DEN)

Fra tutti gli strumenti utilizzati nella valutazione della personalità, il MVPI è forse quello che mi convinceva di più. Non pretende di spiegare ciò che una persona è. Cerca piuttosto di comprendere ciò che considera importante.

HDS: EXP(89) × ORI(91)

Esistono pazienti che costruiscono sistemi deliranti complessi. Ogni elemento trova posto in una logica interna rigorosa. Se si accetta il primo presupposto, tutto il resto diventa coerente. Altri, invece, vivono immersi in un pensiero frammentario, disorganizzato, incapace di mantenere un filo narrativo.

(MMPI-2: 8-9) ⊂ (MMPI-2: F>Fb ∪ K↓) × ∞

Esistono giornate che uno psichiatra ricorda per tutta la vita. Non per una diagnosi. Non per una guarigione. Per una frase. Per un gesto. Per uno sguardo. Quella mattina Zero arrivò con quasi quaranta minuti di ritardo.

Rorschach: R=26 | T=3h

Esistono test che pretendono di misurare. Altri cercano di interpretare. Il Rorschach, invece, ascolta. O almeno questa era sempre stata la mia impressione. Davanti a una macchia d’inchiostro il paziente non rivela la macchia.

D<0

L’episodio avvenne quasi tre mesi dopo il nostro primo incontro. Fu il primo momento in cui pensai concretamente di poterlo perdere. Non per una diagnosi. Non per un test. Per un’intuizione. Quella mattina la segretaria bussò violentemente alla porta.

SCID-5: F25.0

La diagnosi arrivò in un martedì di novembre. Fuori cadeva una pioggia sottile. Di quelle che sembrano non voler bagnare nessuno. La relazione del secondo specialista era arrivata il giorno prima. Quella del terzo, la mattina stessa.

C₈H₁₇NO₂

L’inizio della terapia farmacologica fu molto meno spettacolare della diagnosi. Nessuna rivelazione. Nessun cambiamento improvviso. Soltanto una compressa. Piccola. Bianca. La tenne sul palmo della mano per qualche secondo.

C₁₅H₁₀ClN₃O₃

Fu Zero ad accorgersene. Io impiegai quasi un mese. Entrò nello studio senza bussare. Non perché fosse maleducato. Perché aveva dimenticato di bussare. Si fermò davanti alla finestra. Guardò il giardino.

C₈H₁₆O₂

L’assenza durò una notte intera. Alle ventidue e quindici il reparto si accorse che Zero non era nella sua stanza. Il letto era disfatto. La finestra chiusa. Il giubbotto mancava. Le scarpe anche. L’infermiere di turno pensò a una passeggiata.

C₂₁H₂₅N₃O₂S

Il cambiamento non arrivò all’improvviso. Fu una resa infinitesimale. Ogni giorno un granello. Ogni settimana una manciata. Alla fine dell’inverno mi accorsi che Zero aveva smesso di arrivare in anticipo.

C₁₇H₂₇NO₂

La primavera arrivò senza che nessuno se ne accorgesse. Un mattino il glicine del cortile era fiorito. Il giorno prima sembrava morto. Adesso era una cascata di colore. Fu l’infermiera del turno di mattina a notarlo.

Rorschach: COP↓ ∪ AG↑

Le dimissioni furono fissate per il venerdì successivo. La decisione venne presa all’unanimità. Nessuna opposizione. Nessun dubbio. La terapia funzionava. Gli esami erano stabili. I colloqui pure. Zero accolse la notizia con un sorriso.

S-CON=9

Il lunedì delle dimissioni arrivò con un cielo limpido. Entrai in reparto prima del solito. Volevo rivedere personalmente tutta la documentazione. Le prescrizioni. Il piano terapeutico. Gli appuntamenti.

(G × F) = (P × +∞ × –∞) = 0

Passarono quasi quattro mesi. Il fascicolo rimase sulla mia scrivania. Ogni sera decidevo di archiviarlo. Ogni mattina lo ritrovavo nello stesso punto. Chiuso. Silenzioso. Come se attendesse ancora qualcosa.

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