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La Giustizia Tributaria tra “eccentricità” decisionali e il bisogno di umiltà

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Abbiamo ancora bisogno di questa “giustizia” tributaria? Prendo spunto da un recente intervento del prof. Alberto Marcheselli (La Giustizia tributaria, il Gatto Mammone e la Bella di Torriglia) e del dott. MICHELE IAVAGNILIO sulle decisioni “eccentriche” di alcune Corti di giustizia tributaria (Mulini a vento o Giganti) per condividere una riflessione maturata in anni di studio sulla psicologia giudiziale. Solo nell’ultimo mese, ho assistito a interpretazioni che definire “controintuitive” è un eufemismo: Corti che negano il contraddittorio obbligatorio perché, secondo loro, la parola “tutti” scritta nella legge non include quello specifico atto. Corti che ammettono un palese “ne bis in idem” (stessa imposta chiesta due volte), ma lo validano perché “gli importi sono diversi”. Non è solo questione di "rodaggio" delle nuove norme. Il problema è sistemico. Ne vedo almeno tre: (1) La mancanza di Umiltà Cognitiva: La difficoltà di accettare che anche il giudicante è soggetto a bi...

Domenico Riccio - La conciliazione giudiziale

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La conciliazione giudiziale è un istituto di natura processuale che presuppone l’esistenza di una lite pendente e che ha lo scopo di definire il giudizio. Esso è tipico del processo civile dove è regolato dall’art. 183, comma 1, c.p.c., mentre, in àmbito tributario, è disciplinato dalla disposizione contenuta nell’art. 48 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, recante norme sul processo tributario. L’intenzione del legislatore era quella di far fronte ad inderogabili esigenze di riduzione delle controversie pendenti tra Amministrazione e contribuenti. Il fatto che l’ente impositore possa addivenire col soggetto passivo ad una definizione dei valori imponibili concordata è apparso come un cedimento del principio dell’indisponibilità della obbligazione tributaria. Si sostiene diffusamente infatti che l’obbligazione tributaria crea un vero e proprio diritto in capo al soggetto pubblico, che non può discrezionalmente rinunciarvi, in linea con quanto previsto, rispettivament...

Domenico Riccio - Il processo tributario I – Saggi

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La materializzazione della consapevolezza della sussistenza di un complesso normativo speciale, autonomo ed unitario volto alla regolamentazione del processo dinanzi alle commissioni tributarie (fattore regolante) ha seguito la medesima linea evolutiva di tale regolamentazione (fatto regolato), sicché – iniziata con l’istituzione delle commissioni sull’imposta di ricchezza mobile ad opera della L 14 luglio 1864, n. 1830 – può dirsi compiuta solo con le modifiche apportate dall’art. 12, comma 2, L 28 dicembre 2001, n. 448, all’art. 2, DLGS 546/1992, allorquando, per l’effetto dell’omnicomprensività del nuovo testo del richiamato art. 2, DLGS 546/1992, è venuta a cadere la necessità di un’analitica individuazione delle controversie assoggettate alla giurisdizione speciale, stabilendosi – nel contempo – l’unicità della giurisdizione tributaria. In tal senso è oggi possibile affermare con sufficiente sicurezza l’esistenza di un diritto processuale tributario – tanto nelle regole ordiname...

Domenico Riccio - Il processo tributario II – Schemi

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La giurisdizione tributaria è esercitata dalle commissioni tributarie provinciali e regionali di cui all’art. 1, d.lgs. 545/1992 e dalla Corte di Cassazione, sezione tributaria. Il processo tributario si instaura ad iniziativa di parte e quindi ad impulso del soggetto al quale è stato notificato l’atto impositivo. tale principio è mutuato dal codice di procedura civile (art. 99 c.p.c.) in quanto la tutela giurisdizionale è realizzabile solo su domanda di parte e non per impulso d’ufficio. L’iniziativa del processo è un diritto costituzionalmente garantito (art. 24 costituzione) che ha per scopo l’esercizio della giurisdizione riguardo una situazione giuridica controversa in cui la parte stessa è interessata al soddisfacimento del proprio diritto che assume violato. Il principio della domanda ha una duplice funzione: è strumento di promovimento del processo; determina l’oggetto del giudizio individuando il contenuto della domanda di tutela avanzata dalla parte nei limiti della causa...

Domenico Riccio - Il processo tributario III – Commentario

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La natura giurisdizionale delle Commissioni tributarie è stata affermata dalla Corte Costituzionale con la sentenza 27 dicembre 1974 n. 287. Originariamente, gli organi di giustizia tributaria rientravano nell’ambito della Pubblica Amministrazione, e la fase giudiziale altro non era che la continuazione della fase di verifica. La VI disposizione transitoria della Costituzione prevede che, entro cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione, il legislatore avrebbe dovuto provvedere alla revisione degli organi di giurisdizione speciale tra i quali rientrano, appunto, le Commissioni tributarie. Con la sentenza 287/1974, la Consulta ha sancito la legittimità costituzionale delle Commissioni tributarie sulla base della considerazione per cui la giurisdizione ordinaria “non sarebbe idonea, per mentalità e insufficienza di cognizioni tecniche, a penetrare i fenomeni economici, a volte complessi, che presiedono alla formazione del reddito”. Con il dpr 636/1972 il legislatore ha inte...

Domenico Riccio - La prova tributaria I – La prova nel sistema tributario

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Il lavoro si propone di evidenziare il rapporto che sussiste tra il concetto di prova comunemente inteso ed il suo concreto atteggiarsi. La modalità tecnica mediante la quale lo scritto tenta di raggiungere l’obiettivo enunciato è quella di utilizzare la mera giustapposizione di frammenti giuridici, latamente riconducibili all’alveo delle problematiche probatorie, in progressiva astrazione: dalla osservazione naturalistica dei fatti giuridicamente e, in particolare, tributariamente rilevanti, alla sussunzione e qualificazione degli stessi, alla loro ricostruzione e rappresentazione attraverso i meccanismi accertatori e fino alla rivelazione della verità ad essi sottesa mediante le comuni finzioni giuridiche processuali. In tal senso si pone l’affermazione di Albert Szent-Györgyi («Scoprire è guardare ciò che tutti guardano e vedere ciò che nessuno vede», Albert Szent-Györgyi, in Bridging the present and the future, Williamsburg, 1985. p. 14), che compendia il metodo ed il fine della...

Domenico Riccio - La prova tributaria II – La rappresentazione degli imponibili nel procedimento tributario

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Dando credito alle formule matematiche, la rappresentazione degli imponibili non apparirebbe problematica. Sollevando il primo velo intorno alla rappresentazione economica della impresa ci si accorge immediatamente, invece, che essa altro non è che la descrizione «raccontata» e «narrata» della impresa medesima e del suo atteggiarsi in termini «economici», effettuata mediante l’uso di numeri (accanto ai propri descrittori) piuttosto che «a parole». A tanto è possibile aggiungere qualcosa: la prova, pur senza dover scomodare il concetto di oralità (nel processo), ha certamente bisogno di «materialità». La prova è sempre, grossomodo, un oggetto e, se non è immediatamente tale, lo diventa attraverso la rappresentazione che dell’esperimento viene effettuata. La prova, quindi, viene «incartata» nell’accertamento (del fatto, in primis), e questo viene nuovamente «raccontato» o «narrato» a parole. Nella maggior parte dei casi la dichiarazione, da sola, dovrebbe esaurire la fattispecie impos...

Domenico Riccio - La prova tributaria III – La rivelazione dell’obbligazione tributaria nel processo

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In primo luogo, si è cercato di manifestare che i fatti tributari, pur nella loro rappresentazione numerico-contabile, non sono né veritieri né oggettivi e restano indenni ad ogni approccio conoscitivo per quanto scientifico. A tanto si è aggiunto che i metodi di accertamento che l’ordinamento predispone per il disvelamento di tali fatti, si disinteressano di quest’ultimi e propongono – in sostituzione – propri specifici fatti tributari (sempre più astratti e lontani dalla materia dell’imposta interessata) che vengono più o meno provati, a loro volta, dalla motivazione dell’accertamento medesimo e quindi con argomentazioni e ragionamenti. La motivazione, poi, unitamente alla struttura impugnatoria del processo tributario, limita il thema decidendum sicché mai viene rimessa al giudicante la conoscenza della capacità contributiva del soggetto accertato ma unicamente la validità secondo le regole logico-giuridiche della speciale e distinta capacità contributiva rappresentata nell’accer...