La Giustizia Tributaria tra “eccentricità” decisionali e il bisogno di umiltà
Abbiamo ancora bisogno di questa “giustizia” tributaria? Prendo spunto da un recente intervento del prof. Alberto Marcheselli (La Giustizia tributaria, il Gatto Mammone e la Bella di Torriglia) e del dott. MICHELE IAVAGNILIO sulle decisioni “eccentriche” di alcune Corti di giustizia tributaria (Mulini a vento o Giganti) per condividere una riflessione maturata in anni di studio sulla psicologia giudiziale. Solo nell’ultimo mese, ho assistito a interpretazioni che definire “controintuitive” è un eufemismo: Corti che negano il contraddittorio obbligatorio perché, secondo loro, la parola “tutti” scritta nella legge non include quello specifico atto. Corti che ammettono un palese “ne bis in idem” (stessa imposta chiesta due volte), ma lo validano perché “gli importi sono diversi”. Non è solo questione di "rodaggio" delle nuove norme. Il problema è sistemico. Ne vedo almeno tre: (1) La mancanza di Umiltà Cognitiva: La difficoltà di accettare che anche il giudicante è soggetto a bi...