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Domenico Riccio - Samuele

Samuele

Samuele. Il viaggio del profeta

C’è una voce che non impone, non seduce e non grida. Attende. Da sempre. E continua a cercare un cuore disposto ad ascoltarla. Samuele è un bambino consacrato al Tempio, ignaro del destino che lo attende.

L’Autore

Domenico Riccio, autore di oltre cento saggi, articoli e note, ha conseguito una laurea, una specializzazione, due dottorati di ricerca e tre master. Vincitore di più borse di studio, ha partecipato a vari progetti di ricerca ed è stato relatore in numerosi convegni e incontri di studio. Già consulente governativo, ha insegnato in diverse università. Con questo bagaglio di studi ed esperienze e con le sue personali ricerche, esplora nei suoi scritti i confini della conoscenza umana, affrontando tematiche che spaziano dalla filosofia all’etica, fino alle più profonde questioni spirituali.

L’Opera

L’Opera non è una raccolta di libri. È un cammino. È un rito in ottantaquattro volumi.

Samuele

Prologo. La Voce

Il silenzio non è mai vuoto. Gli uomini lo credono perché hanno imparato ad ascoltare soltanto ciò che produce rumore. Confondono la forza con il clamore, la verità con l’insistenza, la presenza con ciò che può essere visto.

1. Il bambino

Prima che Samuele imparasse il nome delle cose, qualcuno aveva già pronunciato il suo. Non lui. Non sua madre. Non il vecchio sacerdote. Qualcuno che nessun uomo avrebbe saputo indicare con il dito, ma che sembrava conoscere il peso di ogni respiro ancora prima che diventasse fiato.

2. Il dono

Il bambino imparò a conoscere il mondo molto prima di imparare le parole. Le sue mani cercavano la luce che filtrava dalla porta della casa, seguivano il movimento delle foglie mosse dal vento, si chiudevano attorno alle dita della madre con una fiducia assoluta.

3. Le molte voci

Quando Anna comprese che il tempo della promessa era giunto, non pianse davanti a Samuele. Preparò il viaggio con la stessa cura con cui, ogni anno, aveva disposto il pane nelle ceste e riempito gli otri d’acqua.

4. La notte

La notte possedeva un ordine che il giorno ignorava. Quando il sole tramontava dietro le colline di Efraim e gli ultimi pellegrini lasciavano il santuario, il Tempio cambiava lentamente volto. Le grida dei mercanti si spegnevano una dopo l’altra.

5. Eccomi

L’alba trovò Samuele ancora sveglio. Non ricordava di essersi addormentato. Forse aveva soltanto chiuso gli occhi per qualche istante. Forse era rimasto immobile fino a quando la prima luce aveva cominciato a filtrare attraverso le aperture del santuario.

6. Il vecchio sacerdote

Gli anni continuarono a scorrere sul santuario con la discrezione delle stagioni. Samuele cresceva senza quasi accorgersene. Le sue mani, un tempo troppo piccole per trasportare un’anfora colma d’acqua, erano ormai forti abbastanza da sostenere il peso delle fatiche quotidiane.

7. Il peso della parola

La voce che aveva attraversato la notte non trasformò immediatamente Samuele in un uomo diverso. Continuò a portare l’acqua. Continuò ad accendere le lampade. Continuò a raccogliere la legna caduta nel cortile e ad accompagnare i pellegrini più anziani fino all’ingresso del santuario.

8. Il popolo

Il viaggio che aveva condotto Samuele nel piccolo villaggio non rimase un episodio isolato. Eli comprese che il ragazzo aveva ormai bisogno di uscire dal recinto del Tempio. La Parola che aveva imparato ad ascoltare non era destinata a rimanere custodita tra le mura del santuario.

9. I giudizi

I viaggi continuarono per molti anni, e con essi cambiò lentamente il modo in cui gli uomini guardavano Samuele. All’inizio vedevano un ragazzo educato, diligente, sempre disposto ad aiutare. Poi iniziarono a cercarlo quando nasceva una discussione.

10. L’arca

La notizia arrivò a Silo come arrivano tutte le notizie destinate a cambiare un popolo: senza clamore, quasi in punta di piedi. Un uomo coperto di polvere attraversò il cortile del santuario cercando i sacerdoti.

11. Il silenzio

Dopo la sconfitta, Israele cambiò modo di respirare. Le strade erano le stesse, i campi continuavano ad attendere la pioggia e i pastori conducevano ancora le greggi lungo i pendii delle colline. Il sole sorgeva ogni mattina con la stessa fedeltà e le stelle tornavano ogni sera a occupare il proprio posto nel cielo.

12. La richiesta

Gli anni avevano compiuto il loro lavoro con la pazienza della pioggia. Senza che quasi nessuno se ne accorgesse, il ragazzo che aveva servito Eli era diventato l’uomo al quale tutto Israele guardava quando cercava giustizia.

13. Il rifiuto

La notte non aveva portato alcuna risposta. Samuele era rimasto a lungo sulla collina, fino a quando le stelle avevano cominciato lentamente a spegnersi davanti all’arrivo dell’alba. Poi era tornato a Rama con il passo lento di chi porta nel cuore un peso che nessuno vede.

14. Saul

L’incontro avvenne in uno di quei giorni che sembrano destinati a non lasciare alcuna traccia nella memoria. Il cielo era limpido, il vento portava l’odore del grano ormai maturo e le strade erano percorse da mercanti, contadini e pastori, ciascuno intento alle proprie occupazioni.

15. L’unzione

La sera precedente nessuno dei due aveva parlato del giorno che stava per nascere. Samuele aveva accolto Saul nella propria casa con la naturalezza riservata a ogni ospite. Avevano condiviso il pane, il vino e il silenzio.

16. Il re

L’inizio di un regno non assomiglia mai all’immagine che gli uomini ne costruiscono. Le cronache ricordano le incoronazioni, gli eserciti schierati, le acclamazioni delle folle, le trombe e gli stendardi.

17. La frattura

All’inizio nessuno si accorse del cambiamento. Le grandi trasformazioni non arrivano mai annunciandosi con rumore. Entrano nella vita come entra la sera: una sfumatura dopo l’altra, finché qualcuno alza gli occhi e si accorge che il giorno non c’è più.

18. Il rimprovero

La notizia raggiunse Samuele prima ancora che il re facesse ritorno. Non arrivò attraverso un messaggero ufficiale. Giunse spezzata, frammentaria, trasportata dalle voci dei soldati che rientravano verso le proprie case.

19. Il pianto

Ci sono dolori che entrano nella vita facendo rumore. Altri arrivano in silenzio. Il dolore di Samuele apparteneva a questi ultimi. Nessuno lo vide gridare. Nessuno lo vide cadere a terra. Nessuno udì parole di collera.

20. Betlemme

Per molti giorni il silenzio rimase l’unica compagnia di Samuele. Il pianto aveva consumato qualcosa dentro di lui. Non la fede. Non l’obbedienza. Aveva consumato l’illusione che ogni storia, se accompagnata con amore, debba necessariamente conoscere un lieto compimento.

21. I figli di Iesse

Quando Samuele entrò a Betlemme, gli anziani della città gli andarono incontro con un rispetto nel quale si mescolava una sottile inquietudine. La visita di un profeta non era mai un fatto ordinario. Poteva portare una benedizione.

22. Davide

Il silenzio rimase sospeso sulla casa di Iesse. Nessuno parlava. Le parole del padre continuavano a vibrare nell’aria. «Ne resta uno». Come se quel figlio fosse appartenuto a un’altra storia. Come se la sua assenza fosse stata naturale.

23. Il cuore

La sera era scesa lentamente su Betlemme. Le ultime voci della casa di Iesse si erano spente una dopo l’altra. I figli erano tornati alle proprie occupazioni. Il padre era rimasto a lungo seduto davanti alla porta, come fanno gli uomini quando una giornata lascia nel cuore più domande che risposte.

24. Tornare

Samuele lasciò Betlemme prima che il villaggio si destasse. L’alba era ancora nascosta dietro le colline e una leggera foschia copriva i campi come un mantello posato con delicatezza sulla terra. Le case dormivano.

25. L’ultima visita

Quando giunse la notizia che Saul si trovava poco distante da Gàlgala, Samuele rimase a lungo seduto senza prendere alcuna decisione. Il messaggero attendeva sulla soglia. «Vuoi che riferisca qualcosa al re?» Il profeta non rispose subito.

26. La fedeltà

Dopo l’ultimo incontro con Saul, Samuele non provò il desiderio di vedere nessun altro. Rientrò a Rama quando il cielo era ormai attraversato dalle prime stelle. La porta della sua casa rimase socchiusa.

27. Il profeta

Gli anni continuarono a scorrere con la pazienza dei fiumi. Nessuno seppe indicare il giorno preciso in cui Samuele cessò di essere semplicemente un giudice, un sacerdote o un uomo di Dio, per diventare, nel cuore del popolo, il Profeta.

28. Il silenzio che parla

Con il passare degli anni, accadde qualcosa che nessuno aveva previsto. Le persone continuarono a cercare Samuele. Ma sempre meno per ascoltare le sue parole. Sempre più per stare qualche momento accanto a lui.

29. L’eredità

Il tempo non chiede mai il permesso. Avanza. Con la discrezione della luce che cambia durante il giorno. Con la pazienza delle radici che crescono nel buio. Con la fedeltà delle stagioni che ritornano senza mai essere identiche.

30. La Voce continua

Gli ultimi anni di Samuele non furono accompagnati da grandi eventi. Nessuna nuova battaglia. Nessun re consacrato. Nessuna folla radunata per ascoltare una parola destinata a cambiare il corso della storia.

Il tempo e l’eternità

Il sole stava tramontando dietro le colline di Rama. La luce scendeva lentamente sulla terra, senza fretta, come se anch’essa conoscesse il valore dell’attesa. Gli alberi allungavano le proprie ombre.

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