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Domenico Riccio - La Certezza

 

La Certezza

La certezza. Un castello di carte in una tempesta

“La Certezza” è il grido di un uomo stanco di farsi ingannare dalle illusioni del sapere. Un viaggio attraverso le epoche, dalla mitologia alla filosofia, dalla scienza alla politica, per smascherare l’inganno delle verità assolute e dei dogmi intoccabili.

L’Autore

Domenico Riccio, autore di oltre cento saggi, articoli e note, ha conseguito una laurea, una specializzazione, due dottorati di ricerca e tre master. Vincitore di più borse di studio, ha partecipato a vari progetti di ricerca ed è stato relatore in numerosi convegni e incontri di studio. Già consulente governativo, ha insegnato in diverse università. Con questo bagaglio di studi ed esperienze e con le sue personali ricerche, esplora nei suoi scritti i confini della conoscenza umana, affrontando tematiche che spaziano dalla filosofia all’etica, fino alle più profonde questioni spirituali.

L’Opera

L’Opera non è una raccolta di libri. È un cammino. È un rito in ottantaquattro volumi.

“La scoperta nasce quando una certezza crolla”

La certezza o la Torre

La certezza è una promessa che non può essere mantenuta

La certezza è un inganno che seduce per poi tradire. Essa è il respiro artificiale della mente che, incapace di abbracciare l’incertezza dell’esistenza, si rifugia in dogmi, teorie, e strutture che cercano di escludere il caos dal nostro orizzonte.

Parte I – Le fondamenta della certezza

La certezza è la madre di tutte le illusioni

La certezza è la madre di tutte le illusioni. Anche dei sogni, delle profezie, delle teorie del tutto. Senza la certezza, non avremmo avuto né la rivoluzione copernicana né la fede nel denaro. Nessuno ha mai visto la certezza.

Il dogma del mattino è il dubbio della sera

Il dogma del mattino è il dubbio della sera. Così funziona la storia, così funziona il pensiero, così funzioniamo noi. Ogni epoca si sveglia con una verità e si addormenta con la sua smentita. Ogni uomo si sveglia certo di qualcosa e si corica chiedendosi se fosse vero.

“Io so” è l’ultima superstizione

“Io so” è l’ultima superstizione. La più resistente, la più subdola, la più pericolosa. Non ha templi né sacerdoti, eppure governa le menti. Non ha dogmi scritti, eppure nessuna eresia è punita con più ferocia del dubbio che la nega.

I geometri dell’assoluto: Parmenide, Cartesio, Kant

L’uomo ama la certezza, la cerca, la costruisce, la difende. Vuole un fondamento incrollabile, un principio che non si muove, un punto fermo da cui tutto il resto discende. E quando non lo trova nella realtà, lo inventa.

Nessuno ha mai visto la certezza eppure tutti la indicano

Nessuno ha mai visto la certezza, eppure tutti la indicano. La certezza è come un miraggio nel deserto: più la insegui, più si allontana. Eppure, uomini di ogni epoca e cultura l’hanno indicata con il dito, con la mente, con il cuore.

Archimede cercava un punto fisso, ma la terra girava

Archimede diceva: “Datemi un punto fisso e solleverò il mondo.” Lo diceva con certezza. Con il rigore del matematico, con l’orgoglio del pensatore che sa che la verità può essere trovata, che la conoscenza può essere costruita, che la logica può governare l’universo.

Le verità dei secoli, le smentite dei minuti

Le verità dei secoli nascono come templi. Solide, imponenti, indiscutibili. Gli uomini le guardano dal basso, come si guarda una montagna, come si guarda il cielo stellato. Con stupore, con timore, con fede.

Il fuoco brucia, l’acqua affoga, la certezza inganna

Il fuoco brucia. L’acqua affoga. La certezza inganna. Tre verità assolute? No. Tre approssimazioni. Il fuoco non sempre brucia. I fachiri ci camminano sopra. Il carbone ardente diventa cenere tiepida sotto il piede nudo.

Galileo ritrattò, Dio non giocava a dadi, Einstein si sbagliava

Galileo ritrattò. Ma cosa ritrattò, esattamente? La verità. O meglio: ciò che sapeva essere vero. Sapeva che la Terra girava attorno al Sole, ma il tribunale dell’Inquisizione non era interessato ai moti celesti, era interessato ai moti delle idee.

Tutti erano certi che il sole girasse attorno alla terra

Tutti, senza eccezioni, senza esitazioni, senza ombre di dubbio, erano assolutamente, indiscutibilmente, irrevocabilmente certi, convinti, persuasi, fermamente radicati nella convinzione, dogmaticamente ancorati all’idea, fideisticamente legati alla nozione, ereditata dagli antichi, sostenuta dai filosofi, accettata dai teologi, ribadita dai…

Parte II – La certezza è un’impalcatura pericolante

Quando tutti sanno, nessuno pensa

Quando tutti, indistintamente, senza eccezioni, senza differenze di età, di cultura, di estrazione sociale, di formazione, di intelligenza, di esperienza, di spirito critico, di indipendenza di giudizio, sono convinti, persuasi, certi, inflessibili, inamovibili, dogmaticamente ancorati alla convinzione di sapere, di conoscere, di possedere la…

Il cielo è azzurro finché non cala la notte

Azzurro, perché così sembra. Perché così lo vediamo. Perché l’occhio si fida troppo della luce e troppo poco del buio. Perché l’atmosfera disperde il blu e il blu diventa certezza. Certezza quotidiana, ovvia, banale, inattaccabile.

I sacerdoti della certezza: politici, scienziati, banchieri

I politici vendono certezze come fossero tessere di un mosaico che nessuno ha mai visto. Hanno la risposta per tutto: per la disoccupazione, per il debito, per il clima, per l’immigrazione, per l’economia.

Ogni epoca ha i suoi dogmi, ogni dogma il suo rogo

Il dogma è il carroccio della verità. Si alza in aria, solenne, pesante, come una reliquia, una bandiera di sapienza assoluta. Ogni epoca ha il suo: la Terra è piatta, il Sole gira attorno alla Terra, l’uomo è la misura di tutte le cose, Dio ha creato il mondo in sette giorni.

Le leggi della fisica sono leggi solo finché funzionano

Le leggi della fisica sono teoremi di pura convenzione. Fino a quando non crollano, sono verità assolute, non discutibili. La legge di gravità è universale, finché una particella si trova in un buco nero e la legge implode.

Un algoritmo non sbaglia mai, tranne quando sbaglia

Dicono che un algoritmo non può fallire. Che è preciso, infallibile. Così ci raccontano, come se una macchina potesse mai essere priva di imperfezione. Ma la verità è che ogni algoritmo è solo un castello di sabbia, con la pretesa di essere eterno.

La religione della scienza e la scienza della religione

La scienza, una volta dominata dalla ragione, è diventata fede. Gli scienziati, sacerdoti moderni, con il camice bianco come abito liturgico, invocano formule magiche: leggi, teorie, principi. Il mondo, che una volta era visto come un caos caotico, è ora una macchina perfetta, finemente calibrata.

Il danaro è certo fino alla prossima crisi

Il danaro: una moneta che gira, un filo che tesse la trama del mondo, che lega insieme i destini degli uomini. Eppure, di cosa parliamo quando parliamo di danaro? Un simbolo? Un accordo? Una promessa?

L’orizzonte è lì davanti, eppure irraggiungibile

L’orizzonte: una promessa sempre a portata di mano e mai raggiunta. Un miraggio, un sogno, un inganno che ci guida come un faro lontano, ma che svanisce appena ci avviciniamo. Se provi a correre verso di esso, scopri che ti sfugge, sempre più distante, sempre più invisibile.

Il castello della certezza: mattoni di opinioni, cemento di paura

Il castello della certezza è una costruzione fragile. Ogni mattone è un’opinione, ogni opinione è un’illusione. Le opinioni si sovrappongono, si incastrano, ma non sono mai solidi, non sono mai sicuri.

Parte III – Il crollo della torre

Il terremoto del dubbio non ha preavvisi

Il dubbio non bussa. Sfonda la porta. Non chiede permesso, non si annuncia con un telegramma. Arriva. E basta. Pompei non sapeva che il Vesuvio fosse un vulcano. Le case erano solide, le strade dritte.

La verità resiste alla prova, la certezza no

La verità è come una roccia sottoposta all’erosione dei secoli, ai venti impetuosi del pensiero critico, alle piogge acide del dubbio, ai terremoti delle rivoluzioni intellettuali, eppure rimane, muta nella sua essenza, integra nella sua struttura più profonda, inalterabile nella sostanza, anche se la sua superficie può cambiare forma, scolpita…

La torre crolla sempre quando crediamo di essere al sicuro

La torre, qualunque sia la sua forma – fatta di pietra, di idee, di regole, di convinzioni, di imperi, di sistemi economici, di credenze religiose o di dogmi scientifici – crolla inevitabilmente proprio nel momento in cui l’illusione della sicurezza raggiunge il suo apice, quando gli abitanti delle sue stanze più alte si adagiano nella convinzione che le fondamenta siano indistruttibili, che le mura siano eterne, che nulla possa minacciare la stabilità costruita con tanta arroganza e presunzione.

Le macerie della certezza fertilizzano il pensiero

Le macerie della certezza fertilizzano il pensiero perché ciò che resta dopo il crollo non è solo polvere e detriti, ma frammenti di ciò che credevamo indistruttibile, pezzi di un’illusione che, una volta spezzata, diventa materia prima per qualcosa di nuovo.

Nessuno si salva aggrappandosi a un’illusione

L’illusione è una zattera di carta in un mare di ferro. Galleggia finché nessuno la guarda troppo da vicino. Basta un’onda, un soffio, un dubbio. E affonda. L’uomo, però, preferisce la zattera al nuoto.

Le rivoluzioni iniziano con una domanda, finiscono con una certezza

Tutto comincia con un “perché?”. Perché obbedire? Perché credere? Perché accettare? È una scintilla, piccola, quasi invisibile. Ma basta per incendiare un impero. La domanda è un’esplosione silenziosa.

Dio era certo di sé, ma poi dubitò e creò il mondo

Il divino era l’assoluto, il tutto, la certezza stessa. Eppure, in quell’infinito silenzio, nel vuoto eterno prima di ogni cosa, si nascose un dubbio. La perfezione non è mai abbastanza. Perché l’assoluto, pur essendo tale, si domanda: “Che cosa succede quando non c’è altro?” Così, l’onnipotente, non per necessità, ma per curiosità, decise di fare il primo passo verso l’incertezza.

Senza la certezza l’uomo vacilla, senza il dubbio l’uomo precipita

La certezza è la balestra che tiene l’uomo in piedi. È il bastone del cieco, la roccia sulla quale l’uomo costruisce la sua illusione di stabilità. Ma è una stabilità fragile, un equilibrio tenuto insieme da un filo sottile che scivola via al primo respiro di vento.

Non esiste la certezza, solo diversi gradi di ostinazione

La certezza non è un luogo, non è un approdo sicuro. È solo una malattia della mente che si autodiagnostica. La certezza è un abito che si veste ogni giorno, ma non cambia la forma del corpo che lo indossa.

Chi ha demolito la torre? Il vento, il tempo, o l’idea che fosse indistruttibile?

Non esiste la torre che non possa cadere. Ogni costruzione è fragile, ogni visione è destinata a sfaldarsi. Ma ciò che la fa crollare non è mai solo il vento che soffia o il tempo che scivola via. È l’illusione che quella torre sia eterna, che non possa mai essere abbattuta.

Conclusioni: ogni certezza è una trappola

L’uomo costruisce il suo mondo sulle rovine della propria ignoranza, ma non riesce mai a vedere il precipizio sotto i suoi piedi. La certezza non è altro che l’inganno di un pensiero che ha deciso di fermarsi, di arrestarsi.

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