Domenico Riccio - Giovanni
Giovanni
Giovanni. La voce nel deserto
Non fu il primo martire. Non fu il fondatore di una religione. Non lasciò libri, templi o discepoli destinati a portarne il nome. Scelse di consumarsi perché un Altro fosse visto. Questa è la storia di Giovanni il Battista raccontata non come una biografia, ma come il cammino interiore di un uomo chiamato a scomparire.
L’Autore
Domenico Riccio, autore di oltre cento saggi, articoli e note, ha conseguito una laurea, una specializzazione, due dottorati di ricerca e tre master. Vincitore di più borse di studio, ha partecipato a vari progetti di ricerca ed è stato relatore in numerosi convegni e incontri di studio. Già consulente governativo, ha insegnato in diverse università. Con questo bagaglio di studi ed esperienze e con le sue personali ricerche, esplora nei suoi scritti i confini della conoscenza umana, affrontando tematiche che spaziano dalla filosofia all’etica, fino alle più profonde questioni spirituali.
L’Opera
L’Opera non è una raccolta di libri. È un cammino. È un rito in ottantaquattro volumi.
Giovanni
Le pietre ricordano
Le pietre non dimenticano. Gli uomini sì. Le città cambiano nome. I regni si consumano. Le parole vengono riscritte. Le pietre no. Continuano ad attendere. Continuano a custodire. Non parlano. Eppure ricordano.
IL RAGAZZO CHE NON APPARTIENE AL MONDO
1 La casa del silenzio
La casa era piccola e sembrava costruita più per custodire un’attesa che una famiglia. Le pietre delle pareti conservavano il fresco della notte anche quando il sole saliva sopra le colline di Giuda e la luce entrava dalla porta aperta disegnando sul pavimento una lama chiara che avanzava lentamente, ora dopo ora, come una meridiana silenziosa.
2 Il bambino diverso
Il mattino arrivava sempre prima degli uomini. Quando Giovanni apriva gli occhi, la luce stava già scivolando lungo le pareti di pietra e gli uccelli avevano iniziato il loro dialogo invisibile tra gli ulivi.
3 La notte di Zaccaria
La notte era scesa lentamente sulle colline di Giuda, come se anche il cielo avesse imparato il passo prudente di quella casa. Le ultime voci del villaggio si erano ormai disperse tra i vicoli. Restavano soltanto il frinire degli insetti, il respiro del vento tra gli ulivi e il crepitare discreto della lampada a olio appesa alla parete.
4 L’ultima carezza
L’inverno arrivò senza annunciare il proprio nome. Non vi fu un giorno preciso nel quale gli alberi decisero di spogliarsi o il vento mutò improvvisamente voce. Accadde lentamente, come accadono tutte le cose che contano davvero.
5 Il richiamo del deserto
La casa rimase immobile per molti giorni, come se le pietre stesse attendessero il ritorno di qualcuno che ormai non avrebbe più attraversato quella porta. Il sole continuava a sorgere dietro le colline di Giuda con la stessa fedeltà di sempre.
IL DESERTO
6 La terra che non consola
Il primo giorno il deserto non apparve. Apparvero soltanto la sua promessa e il suo respiro. Le ultime colline della Giudea continuavano ancora a offrire qualche albero, qualche cespuglio ostinato, qualche lingua d’erba che resisteva tra le pietre.
7 Gli uomini di passaggio
Il deserto aveva ormai cancellato il ritmo delle stagioni. Giovanni non sapeva più dire da quanti giorni camminasse, né quante albe avesse visto nascere sopra quelle pietre consumate dal sole. Il tempo aveva perduto la propria voce.
8 La tentazione del compimento
Non era il silenzio a essere cambiato. Era Giovanni. Il deserto continuava a respirare con la stessa lentezza dei primi giorni. Il sole saliva senza fretta, attraversava il cielo e ricadeva dietro le colline di pietra con la regolarità di un cuore antico.
9 La voce nel vento
Il deserto non aveva più un volto. All’inizio Giovanni aveva imparato a riconoscere le pietre, i pendii, le dune, le gole scavate dall’acqua di piogge antichissime. Aveva distinto le ore osservando il sole e le notti contando il lento apparire delle stelle.
10 Verso il Giordano
Il giorno nel quale Giovanni comprese che il deserto era terminato non fu diverso dagli altri. Il sole sorse con la medesima lentezza. Il vento percorse le gole di pietra senza mutare il proprio respiro.
LA VOCE
11 Nessuno ascolta
Giovanni rimase alcuni giorni sulle rive del Giordano senza pronunciare una sola parola. Camminava lungo il fiume quando il sole era ancora basso, osservava l’acqua riflettere il cielo, si sedeva sulle pietre quando il caldo diventava più duro e ritornava a muoversi soltanto quando le ombre ricominciavano ad allungarsi.
12 Il fiume degli uomini
Il mattino nel quale tutto cominciò non possedeva nulla di diverso dagli altri. Il sole emerse lentamente oltre le colline orientali, il Giordano accolse la sua luce come una lunga lama d’argento e il vento percorse le canne piegandole appena.
13 Coloro che rimangono
Il numero degli uomini che giungevano al Giordano continuava ad aumentare, ma Giovanni imparò presto che una folla non è mai una comunità. La folla assomiglia al vento. Arriva. Si muove. Cambia direzione.
14 Le domande di Gerusalemme
Il Giordano aveva ormai smesso di essere soltanto un luogo. Era diventato una voce. Le piste che conducevano al fiume erano percorse ogni giorno da uomini provenienti da villaggi sempre più lontani. Alcuni arrivavano con il desiderio sincero di ascoltare.
15 La folla vuole un Messia
Il Giordano non apparteneva più al silenzio. Dove un tempo il vento attraversava soltanto le canne e il lento scorrere dell’acqua rompeva la quiete delle rive, ora si intrecciavano centinaia di voci. Uomini provenienti dalla Galilea, dalla Giudea, dalla Perea e perfino dalle regioni più lontane arrivavano ogni giorno con il volto consumato dalla polvere e gli occhi accesi dall’attesa.
16 Colui che viene
Il giorno seguente nessuno parlò della scena avvenuta sulla riva. Non perché fosse stata dimenticata. Al contrario. Era rimasta così profondamente impressa negli uomini da rendere inutili i commenti. Le parole, qualche volta, consumano ciò che dovrebbero custodire.
L’AGNELLO
17 Lo sconosciuto
L’alba arrivò senza fretta. Nessun colore improvviso incendiò il cielo. La notte si ritirò lentamente, quasi con rispetto, lasciando emergere poco alla volta le rive del Giordano, le canne piegate dall’umidità, le pietre levigate dall’acqua, i sentieri ancora vuoti.
18 L’acqua e il cielo
Lo sconosciuto rimase fermo ancora per qualche istante. Nessuno gli si avvicinò. Nessuno gli rivolse una domanda. Persino coloro che continuavano a conversare sottovoce finirono lentamente per tacere, senza sapere perché.
19 Bisogna che Egli cresca
La mattina successiva il Giordano sembrava lo stesso. L’acqua continuava a piegarsi attorno alle pietre. Il vento attraversava i canneti con la medesima voce dei giorni precedenti. Le prime luci del sole cadevano sulle rive con la stessa discrezione.
20 Le mani che si svuotano
Il mattino arrivò senza annunci. Nessuna luce particolare distingueva quel giorno dagli altri. Il Giordano continuava a scorrere con la medesima fedeltà. Le canne si piegavano al vento. Gli uccelli cercavano il cibo lungo le rive.
21 La gioia dello Sposo
Il mattino successivo il Giordano si destò con una quiete che nessuno ricordava di avere mai conosciuto. Per molti mesi quelle rive avevano respirato insieme alle folle. I passi avevano scavato sentieri nella sabbia.
LA PRIGIONE
22 Davanti al re
Il mattino nel quale Giovanni lasciò il Giordano non aveva nulla dell’addio. Nessun discepolo intuiva che una stagione si fosse conclusa. Il fiume continuava a ricevere uomini. Pochi ormai. Ma sufficienti perché il luogo conservasse il proprio respiro.
23 La donna che non dimentica
Le porte si richiusero lentamente alle spalle di Giovanni. Il rumore del legno contro la pietra riecheggiò per qualche istante nei corridoi del palazzo, poi tutto tornò immobile. I servi ripresero il loro cammino.
24 La porta di ferro
L’alba sorse sopra la Giudea con la consueta indifferenza. I campi ricevevano la luce come ogni altro giorno. I contadini uscivano dalle case. Le greggi cercavano i pascoli. I mercanti caricavano gli animali.
25 La notte della domanda
La prima notte trascorse senza che Giovanni riuscisse a distinguerla dal giorno. Nella prigione il tempo perdeva i propri confini. La luce entrava dall’apertura scavata in alto per poche ore, poi scompariva lasciando la pietra nella stessa immobilità.
26 La risposta che non libera
La cella tornò a svuotarsi lentamente. Andrea e Mattia si allontanarono senza aggiungere altre parole. Nessuno dei due aveva osato chiedere perché. Nessuno aveva tentato di rassicurare il maestro. Esistono domande che, una volta pronunciate, non appartengono più a chi le ha formulate.
27 La fedeltà
La risposta di Gesù continuò a vivere nella cella molto tempo dopo che Andrea e Mattia se ne furono andati. Le parole erano terminate. Il loro lavoro no. Vi sono frasi che spiegano. Ve ne sono altre che scavano.
L’ULTIMA VOCE
28 La notte del palazzo
Il sole era tramontato dietro le colline quando il palazzo di Erode cominciò a riempirsi di luce. Le fiaccole venivano accese una dopo l’altra. I servi percorrevano senza sosta i corridoi trasportando vassoi, anfore, stoffe preziose.
29 L’ultima preghiera
La notte era scesa senza rumore. Non vi era più differenza tra il cielo e la pietra. La piccola apertura in alto lasciava entrare appena qualche stella. Giovanni la osservava come aveva osservato il deserto tanti anni prima.
30 La strada
L’ultima parte della notte si consumò lentamente. Nel palazzo il vino aveva ormai sostituito la lucidità. Le parole uscivano più facilmente delle intenzioni. I musicisti continuavano a suonare, ma nessuno li ascoltava più davvero.
Un Altro cammina
Il vento percorreva ancora le rive del Giordano. L’acqua continuava a scendere verso il mare con la stessa fedeltà con cui era scesa il giorno prima, il mese prima, molti anni prima. Nulla sembrava ricordare che una voce aveva abitato quelle sponde.
