Domenico Riccio - Gesù di Nazareth. L'Avvento
Avvento
Gesù. L’Avvento
Dall’eternità senza tempo, dove nulla esisteva se non il Verbo, si dispiega la storia della salvezza. Ecco “Gesù. L’Avvento”. L’umanità, spezzata dal peccato, attende la promessa: la stirpe della donna avrebbe schiacciato il capo del serpente.
L’Autore
Domenico Riccio, autore di oltre cento saggi, articoli e note, ha conseguito una laurea, una specializzazione, due dottorati di ricerca e tre master. Vincitore di più borse di studio, ha partecipato a vari progetti di ricerca ed è stato relatore in numerosi convegni e incontri di studio. Già consulente governativo, ha insegnato in diverse università. Con questo bagaglio di studi ed esperienze e con le sue personali ricerche, esplora nei suoi scritti i confini della conoscenza umana, affrontando tematiche che spaziano dalla filosofia all’etica, fino alle più profonde questioni spirituali.
L’Opera
L’Opera non è una raccolta di libri. È un cammino. È un rito in ottantaquattro volumi.
Gesù. L’Avvento
L’inizio dei tempi
In principio era il Verbo. E il Verbo era presso Dio. E il Verbo era Dio. E tutto fu fatto per mezzo di Lui. Nulla esisteva, nulla viveva, nulla si muoveva se non attraverso la Parola. Dal silenzio eterno, dalla profondità abissale dell’essere divino, sgorgò la vita.
Molti hanno provato
Molti hanno provato a narrare la vicenda terrena di Dio, la vita icastica di Gesù Nostro Signore. Molti. Come le stelle disseminate nel buio dei secoli, come onde del mare che battono incessanti, come i granelli del deserto che si spostano al vento e tornano sempre.
Il Verbo e la Luce
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. In principio, prima di ogni principio, prima del tempo, prima della forma, prima del respiro che anima la polvere, prima ancora che la terra fosse sospesa nel vuoto, lì era, il Verbo.
Abramo generò Isacco. La Stirpe del Verbo
E così. Abramo generò Isacco. Isacco generò Giacobbe. Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli. Giuda generò Fares e Zara da Tamar. Fares generò Esròm. Esròm generò Aram. Aram generò Aminadàb. Aminadàb generò Naassòn.
L’annuncio della nascita di Giovanni
Nel tempo di Erode, re di Giudea, c’era un sacerdote. Il suo nome era Zaccaria, del turno di Abìa, e sua moglie era Elisabetta, della stirpe di Aronne. Giusti erano, puri davanti a Dio, osservanti di ogni comandamento, di ogni legge.
L’annuncio della nascita del Salvatore. Il Verbo si fa Carne
Al sesto mese, Dio mandò l’angelo Gabriele in una città di Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. E il nome della vergine era Maria.
Benedetta sei Tu tra le donne
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la montagna, in una città di Giuda. La strada era lunga, la terra aspra, ma nel suo cuore, una fiamma ardeva. Il Verbo cresceva dentro di lei, in silenzio, in mistero.
Magnificat. Il Canto dell’Anima
E Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente, e santo è il suo nome».
La nascita del Battista, il Precursore del Verbo
Elisabetta giunse al termine del suo tempo, e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato la sua grande misericordia verso di lei, e si rallegravano con lei.
Il sogno di Giuseppe
Così avvenne la nascita di Gesù Cristo. Maria, sua madre, era promessa sposa di Giuseppe; ma prima che andassero a vivere insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe, suo sposo, era un uomo giusto e non voleva esporla alla pubblica infamia, perciò decise di ripudiarla in segreto.
La nascita del Salvatore
In quei giorni, un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. E tutti andavano a farsi registrare, ciascuno nella propria città.
La lode degli angeli e l’adorazione dei pastori
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. I pastori, uomini semplici, dimenticati dagli uomini, abitavano le terre deserte, sotto il manto del cielo stellato.
Il segno dell’appartenenza
Otto giorni dopo, quando fu compiuto il tempo stabilito, Egli fu circonciso, e gli fu dato il nome di Gesù, come era stato indicato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo di Maria. Il bambino, nato nella semplicità di una stalla, fu ora segnato con il sigillo dell’Alleanza.
La presentazione al Tempio. La rovina e la risurrezione
Quando venne il tempo della loro purificazione, secondo la Legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore. Poiché sta scritto nella Legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore».
I Magi davanti al Signore
Quando Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco giungere dall’oriente alcuni Magi, uomini sapienti, che scrutavano i segreti del cielo. Vennero a Gerusalemme, guidati non da mappe o da parole umane, ma da una stella, luminosa nel buio, un segno divino che perforava la volta celeste.
Dall’Egitto ho chiamato il mio Figlio
Dopo la partenza dei Magi, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto. Rimani là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».
A Nazaret
Quando Erode morì, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, mentre si trovava in Egitto, e disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, e torna nella terra d’Israele, perché sono morti coloro che cercavano di uccidere il bambino».
Cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui
Il bambino cresceva, nel silenzio del mondo, lontano dagli occhi dei potenti, cresceva come cresce l’albero nel deserto, radici profonde nella terra sacra, ramoscelli tesi verso il cielo infinito. Cresceva, e si fortificava, non di carne e ossa, non di muscoli e forza, ma di sapienza, sapienza nascosta agli occhi dei saggi, velata ai potenti della terra, riservata ai puri di cuore, ai semplici, ai piccoli.
Le cose del Padre mio
I genitori di Gesù salivano ogni anno a Gerusalemme per la Pasqua. Ed Egli, ancora bambino, dodici anni appena, salì con loro, come era usanza. Le folle si radunavano, lente, nell’ombra del tempio, nel fremito delle vie polverose, nel tumulto sacro della festa.
Il segreto di Nazaret
E discese con loro. Discese dalla città del grande Re, dalle mura sacre, dai colli consacrati. E tornò a Nazaret. Tornò nella polvere, tra i campi e le case di fango. Nella valle nascosta, dove il silenzio parla e la luce si cela.
Il tempo dell’inizio
In principio, quando la polvere della terra si mescolava al respiro del cielo, fu udita una voce. Nel deserto, nella vastità del silenzio, risuonò il richiamo, il grido che squarcia la notte, che sveglia il dormiente.
Il Messaggero
E venne Giovanni. Venne dal deserto, terra arida, terra bruciata dal sole e purificata dal silenzio. Giovanni, figlio di Zaccaria, consacrato prima del tempo, uomo del vento e della polvere. Vestito di peli di cammello, con una cintura di cuoio stretta ai fianchi.
Le parole di Giovanni
E vide le folle accalcarsi. Fiumi di gente, da Gerusalemme e da ogni angolo della Giudea, gli scribi, i farisei, gli uomini vestiti di tradizione e potere. Giovanni li guardò, scrutò nei loro cuori come un’aquila che scruta la preda.
Viene uno più forte di me
Giovanni stava nel deserto, la sua voce ardeva come fuoco, le sue parole squarciavano il silenzio, le acque del Giordano scorrevano veloci, ma l’attesa lo consumava. E la folla veniva a lui, spinta dal richiamo di quella voce, dal vento che soffiava potente tra i monti.
Il Figlio Prediletto
E giunse Gesù dalla Galilea. Da Nazaret, la terra nascosta. Veniva verso il Giordano, verso l’acqua e verso Giovanni, il profeta vestito di pelo di cammello, l’uomo che gridava nel deserto. E Giovanni lo vide, lo riconobbe, come la fiamma riconosce il vento, come la terra arida riconosce la pioggia.
Le tentazioni di Cristo
E lo Spirito lo spinse nel deserto, dove la terra è spoglia, e il silenzio urla nelle profondità del cuore. Per quaranta giorni e quaranta notti, Gesù vagò, senza cibo, senza riposo, solo con la sua anima, solo con il peso della sua missione.
Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore
Ecco la testimonianza di Giovanni, quando i sacerdoti e i leviti furono mandati a lui da Gerusalemme. Essi giunsero dalle profondità del Tempio, con domande nei cuori e incertezze sulle labbra. Chiesero: «Chi sei tu?».
Ecco l’Agnello di Dio
Il giorno dopo, Giovanni vide Gesù venire verso di lui. L’aria tremava, come se la terra stessa sapesse che la Parola stava per compiersi. E Giovanni, colui che gridava nel deserto, alzò la voce, la voce che portava il peso dei profeti, e disse: «Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo».
Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono? I primi discepoli
Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là, con due dei suoi discepoli. E mentre camminava, con lo sguardo fisso sull’orizzonte, vide passare Gesù. Il mondo intero sembrava fermarsi, come se ogni cosa, ogni soffio di vento, ogni onda del Giordano, si piegasse al passaggio del Signore.
L’acqua diventa vino
Il terzo giorno, vi fu un banchetto di nozze, a Cana di Galilea. La Madre di Gesù era là, e anche Gesù fu invitato, insieme ai suoi discepoli. Le nozze, simbolo dell’unione, del mistero che lega il cielo e la terra, del patto tra l’uomo e Dio.
Gesù si ferma a Cafarnao
Dopo questo, egli discese a Cafarnao, là dove la terra tocca il mare, e la quiete del lago si specchia nel cielo. Con lui vi erano la Madre, i suoi fratelli, e i discepoli, coloro che avevano già iniziato a vedere, che avevano già sentito il richiamo.
I mercanti nel Tempio
Era vicina la Pasqua dei Giudei, la festa dell’Agnello immolato, il tempo del sangue e del sacrificio. E Gesù salì a Gerusalemme, la città del Grande Re, la dimora del Nome, la casa del Padre. Ma trovò il tempio profanato, la casa di preghiera divenuta mercato.
Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito
Era la festa della Pasqua, e a Gerusalemme Gesù compiva segni e prodigi, davanti a molti che credevano nel suo nome. Ma egli non si fidava di loro, conosceva i cuori, scrutava le profondità dell’animo umano, e sapeva cosa si celava in ciascuno.
Giovanni rende testimonianza al Cristo. Chi viene dall’Alto è al di sopra di tutti
Dopo queste cose, Gesù e i suoi discepoli si recarono nella terra di Giudea, e lì rimase con loro, battezzando. Acque che scorrevano, anime che si risvegliavano, segni del Regno che veniva. Anche Giovanni battezzava, nelle acque dell’Enon, vicino a Salim, perché lì vi era molta acqua, e la folla continuava a venire per ricevere il segno del pentimento.
Giovanni viene arrestato, il suo percorso procede al termine
E Giovanni fu arrestato. L’ultimo profeta, l’eco del deserto, colui che aveva gridato l’avvento del Regno, fu preso e gettato in prigione. Il suo cammino terreno si piegava alla catena, il suo spirito rimaneva intatto, ma il mondo chiudeva la bocca dell’uomo che aveva annunciato la Luce.
Dammi da bere. E molti credettero
Gesù giunse a una città della Samaria, detta Sichar, vicino al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio. Qui vi era il pozzo di Giacobbe. Gesù, stanco del cammino, si sedette presso il pozzo.
Un cibo che voi non conoscete. Uno semina e uno miete
In quel momento, mentre Gesù parlava alla donna, giunsero i suoi discepoli. Essi si stupirono che parlasse con una donna, ma nessuno osò chiedergli: «Che cosa cerchi?» o: «Perché parli con lei?». Intanto i discepoli, ancora confusi, lo pregavano: «Rabbi, mangia».
Il tempo è compiuto e il Regno dei Cieli è vicino
Dopo quei giorni in Samaria, Gesù si mosse verso la Galilea. Perché egli stesso aveva detto: «Un profeta non è onorato nella sua patria». Eppure, quando giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, avendo visto tutto ciò che egli aveva fatto a Gerusalemme durante la festa, poiché anche loro erano andati alla festa.
Tuo figlio vive
Gesù tornò dunque a Cana di Galilea, dove aveva mutato l’acqua in vino. La città serbava il ricordo di quel segno, di quella trasformazione misteriosa, dove la natura si era piegata alla volontà del Verbo, e la creazione aveva obbedito al comando del Figlio dell’Uomo.
Gesù è respinto la prima volta a Nazaret. Oggi si è compiuta questa scrittura
E Gesù venne a Nazaret, dove era cresciuto, il villaggio che l’aveva visto bambino, tra le mani callose dei carpentieri, tra i sussurri dei vicini, tra la polvere delle strade che lo avevano accolto. E come faceva ogni sabato, entrò nella sinagoga.
Perché si adempisse la Scrittura. Galilea delle Genti
E Gesù lasciò Nazaret, laddove le porte si chiusero, laddove i cuori non seppero riconoscere il segno, dove il profeta non trovò dimora, e si stabilì a Cafarnao, sulla riva del mare, nella regione di Zàbulon e Nèftali, sotto l’ombra delle montagne, dove le acque del lago risplendevano come uno specchio del cielo.
Pescatori di uomini
E camminava lungo le rive del mare di Galilea, quel mare antico e placido, che conosceva i segreti del vento, che custodiva nelle sue profondità il silenzio dei secoli. Camminava Gesù, il Figlio dell’uomo, laddove le onde baciavano la terra, e gli uomini gettavano le loro reti, nel gesto antico di chi cerca vita dall’acqua.
Guarire nel giorno di Sabato
Ed entrò in Cafarnao, città sul mare, luogo d’incontri e di commerci, dove le genti passavano e portavano i pesi del mondo. Era il giorno di Sabato, il giorno consacrato al riposo, il giorno che il Signore aveva santificato, quando l’uomo doveva fermarsi, quando il tempo doveva sospendersi.
Gesù guarisce la suocera di Pietro. Egli ha preso le nostre infermità
Gesù uscì dalla sinagoga. Il giorno ancora sacro, la polvere del Sabato sui piedi, ma la sua opera non era terminata. Giunse alla casa di Simone, Simone chiamato Pietro, l’uomo della roccia futura, ma ancora inconsapevole del suo destino.
Gesù visita la Galilea
E il Verbo si fece azione, la parola divenne cammino. Gesù, uscito dalla solitudine, si immerse tra la polvere delle strade, tra la folla che premeva, affamata di un segno, di una voce che rompesse il silenzio della storia.
Signore, se tu vuoi, puoi guarirmi
E accadde che Egli si trovava in una città qualunque, camminando tra i poveri, tra i bisognosi, tra gli invisibili del mondo, e si avvicinò a Lui un lebbroso. Il corpo segnato dal morbo, distrutto, consumato.
Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina
E accadde che Gesù rientrò in Cafarnao, la città sul lago, luogo di confini, crocevia di genti e di spiriti. La sua fama lo precedeva, e la casa si riempì, straripava di volti, di corpi stretti, di mani che cercavano un tocco, di cuori sospesi tra la speranza e la paura.
La chiamata di Matteo. Misericordia io voglio. Il medico viene per gli ammalati
Gesù camminava lungo il mare, le acque accarezzavano la riva, e la moltitudine lo seguiva. Erano affamati, assetati di parole, di vita che scorreva come il vento tra i capelli. E Lui parlava, la sua voce era come un fiume, come una luce che squarcia le ombre.
Verranno i giorni in cui sarà tolto loro lo sposo
E vennero a Lui i discepoli di Giovanni, insieme ai farisei, quelli che scrutavano la legge e ogni precetto con occhi d’acciaio, e dissero: «Perché noi digiuniamo, noi e i farisei, ma i tuoi discepoli non digiunano?
Il vestito vecchio
E continuò, spiegando l’abisso tra il vecchio e il nuovo: «Nessuno mette una pezza di stoffa nuova su un vestito vecchio, perché il rattoppo tira via qualcosa dal vestito, e lo strappo si fa peggiore.
Il vino nuovo
E disse ancora: «E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino fa scoppiare gli otri, e il vino si versa, e gli otri vanno perduti. Ma il vino nuovo va versato in otri nuovi». Il vecchio non può contenere il nuovo, il passato non può trattenere il futuro, le strutture rigide dell’uomo non possono contenere la libertà di Dio.
Gesù guarisce di Sabato
Era un giorno di festa a Gerusalemme. La città sorgeva come una promessa, tra le sue mura il tempo si faceva denso, un mosaico di antiche leggi, una fortezza di precetti e di riti. Vicino alla porta delle Pecore, là dove scorreva l’acqua stagnante della piscina, Betzatà, in ebraico, un luogo di attesa, di speranza e di disperazione.
Il Figlio e il Padre
E Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico, il Figlio non può fare nulla da se stesso, se non ciò che vede fare dal Padre. Il Figlio guarda e compie, vede e imita, perché le sue mani sono le mani del Padre, e le sue opere riflettono la gloria di colui che lo ha mandato.
Il Figlio dell’Uomo è Signore del Sabato
E Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico, il Figlio non può fare nulla da se stesso, se non ciò che vede fare dal Padre. Il Figlio guarda e compie, vede e imita, perché le sue mani sono le mani del Padre, e le sue opere riflettono la gloria di colui che lo ha mandato.
Stendi la mano
Egli entrò nella sinagoga. Il Sabato giaceva immobile, come la fede di coloro che lo osservavano. Ma dentro, tra le pieghe di quel giorno, si celava l’ultima prova, l’ennesima domanda non detta, il tranello invisibile.
Ecco il mio Servo
Gesù si allontanò, sapendo dei complotti, conoscendo i cuori degli uomini, la malizia nascosta, il desiderio di annientarlo. Si ritirò. E come l’ombra che sfugge al sole, molti lo seguirono, un fiume di corpi, un popolo di anime affamate, affamate di vita, affamate di miracoli, assetate di luce.
I Dodici Apostoli
Salì sul monte, nel silenzio della notte, solitario come il vento tra le cime. E pregò. Il Figlio al Padre, il servo al Signore. Pregò fino all’alba, fino a che la luce non squarciò il velo dell’oscurità.
L’Avvento del Regno dei Cieli
E salì sul monte, nel silenzio del cielo che ascolta, e si sedette. Attorno a Lui, gli uomini della terra, coloro che attendevano il compimento. Lì, nella polvere dei secoli, sotto il cielo senza tempo, il Verbo parlò.
Le Beatitudini
Ed Egli aprì la bocca, e la voce del Cielo si fece terra, e il vento portava parole che il mondo mai aveva udito. Sulle alture della Galilea, nella polvere del tempo, le anime degli uomini si levarono verso il Verbo fatto carne.
Il Sale della Terra. La Luce del Mondo. Il Compimento della Legge
Disse loro ancora, con voce che rimbombava nelle profondità degli abissi e nei cieli, che era più antica dei monti e più giovane del mattino: «Voi siete il sale della terra, ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato?
Ama il tuo nemico
E Gesù disse loro, con voce possente, che scuoteva le viscere e apriva gli occhi ciechi: «Avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere; e chiunque uccide sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: Chiunque si adira contro il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio; e chiunque dice al proprio fratello: “Stupido!”, sarà sottoposto al sinedrio; e chiunque gli dice: “Pazzo!”, sarà condannato al fuoco della Geenna».
Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra
E il Signore si volse a loro, gli occhi fissi in ogni cuore, le parole come vento che scompiglia le foglie secche del tempo, e disse: «Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non ne avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli».
Padre nostro
«Voi dunque pregate così: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male”».
Non affannatevi per il domani. Ciascun giorno ha la sua pena
E il Signore, dopo aver parlato, alzò lo sguardo sugli uomini, che portavano nel cuore il peso delle cose terrene, e disse loro: «Non accumulate tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano e dove i ladri scassinano e rubano.
Non giudicate e non sarete giudicati. I due ciechi. La trave e la pagliuzza
E il Maestro, con sguardo profondo, guardò il cuore degli uomini, vide l’orgoglio nascosto, l’arroganza sottile che si annida in ogni giudizio, e parlò dicendo: «Non giudicate, e non sarete giudicati.
Chiedete e vi sarà dato. Fate agli altri ciò che volete sia fatto a voi
Il Maestro si levò tra la folla, e i suoi occhi scrutavano i cuori, le profondità nascoste delle anime. E disse: «Chiedete, e vi sarà dato; cercate, e troverete; bussate, e vi sarà aperto». Parlava con autorità, come chi conosceva i segreti del Padre, i misteri nascosti da sempre.
La porta stretta. L’albero buono. La casa sulla roccia
Il Maestro parlò ancora, e le sue parole erano come un fuoco. Il vento portava il suono lontano, come un’eco di verità eterna. Egli disse: «Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta, e spaziosa è la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano».
La Nuova Alleanza. La Nuova Legge
Ecco, si compie il tempo. Il monte si erge, come un altare, e da lì discende la voce del Maestro. Non è la voce del passato, ma quella del futuro che irrompe nel presente. La Legge Antica, scolpita nella pietra, tremava dinanzi a questa parola nuova, piena di vita.
Il compimento della Promessa
Dall’inizio dei tempi, il disegno era scritto. Un disegno che attraversava le ere, che sorpassava i secoli, che percorreva i cuori degli uomini, i profeti e i patriarchi. Tutto si preparava a questo momento.
