Caos. Manuale di decision making per giovani guerrieri
INPUT – Il crollo delle vecchie mappe
Ti hanno mentito. Ti hanno insegnato all’università, nei
master prestigiosi e nei corsi di management, che governare un’organizzazione,
uno Stato o un’azienda fosse, in fondo, una rassicurante scienza esatta. Ti
hanno consegnato un arsenale scintillante: fogli Excel complessi, matrici di
rischio colorate, rigidi diagrammi di flusso e algoritmi predittivi che
promettevano l’onniscienza. Ti hanno convinto, con la superbia tipica del
Novecento, che se avessi calcolato tutto con sufficiente precisione, se avessi
raccolto abbastanza dati e stilato il business plan perfetto, avresti
dominato il futuro.
Ma tu sei qui. Sei seduto alla tua scrivania, guardi lo
schermo, senti il peso delle decisioni che premono sulle tue spalle e sai,
nelle viscere, che non è così. Senti il respiro del Caos che soffia da sotto la
porta.
La verità è che le vecchie mappe non funzionano più, per il
semplice e brutale motivo che il territorio è mutato per sempre. Abbiamo
vissuto per decenni cullati nell’illusione del Modello Razionale-Normativo,
venerando la figura astratta dell’Homo Economicus: un essere mitologico
capace di conoscere tutte le alternative, calcolare ogni conseguenza e
massimizzare sempre la propria utilità. Abbiamo pensato che il mondo fosse un
grande orologio meccanico: certamente “complicato”, pieno di ingranaggi
difficili da capire, ma che un bravo ingegnere, smontandolo pezzo per pezzo,
avrebbe sempre potuto aggiustare.
Oggi, quell’orologio si è fuso. Non viviamo più in un mondo
solo complicato. Viviamo in un mondo Complesso. La complessità non è una
complicazione maggiore; è una mutazione genetica della realtà. In un sistema
complesso, l’intero è profondamente diverso dalla somma delle sue parti. Le
relazioni tra gli elementi sono talmente dense e veloci che la cara, vecchia
causalità lineare (“se premo A, succede B”) è morta. Un battito d’ali in un
mercato umido di Wuhan o una speculazione di microsecondi su Wall Street scatenano
un uragano sanitario, sociale ed economico che travolge il tuo bilancio
aziendale in poche settimane.
I sociologi e gli strateghi militari hanno cercato di dare
un nome a questa nuova era. L’hanno chiamata VUCA (Volatility,
Uncertainty, Complexity, Ambiguity), ma persino questo acronimo sembrava
troppo ottimista. Oggi gli esperti definiscono il nostro ecosistema come BANI:
- Brittle (Fragile): I sistemi iper-connessi
sembrano solidi finché, improvvisamente, si spezzano senza preavviso. Una
catena di approvvigionamento globale si ferma per una nave di traverso in
un canale.
- Anxious (Ansioso): L’eccesso di informazioni
e la mancanza di controllo generano una paura cronica. Ogni scelta sembra
un azzardo fatale.
- Non-linear (Non lineare): Cause minuscole
generano effetti macroscopici e sproporzionati. Non c’è più
proporzionalità tra sforzo e risultato.
- Incomprehensible (Incomprensibile): Più dati
abbiamo, meno capiamo. Il Rumore di fondo copre i segnali deboli
vitali.
In questo mare in tempesta, la pretesa di prendere la
decisione “perfetta” non è solo un’illusione accademica, è un suicidio
operativo. Pretendere la certezza prima di agire porta alla peggiore delle
patologie organizzative: la paralisi da analisi.
Ma il problema non è solo fuori di te. È dentro di te. Il
nemico più insidioso che affronterai in questo viaggio non è la crisi economica
o il competitor aggressivo. Il nemico abita nel tuo cranio. Decenni di studi di
psicologia comportamentale – guidati da giganti come Kahneman e Tversky – ci
hanno brutalmente rivelato che la nostra mente è una macchina biologica
affascinante ma profondamente difettosa. Sopravviviamo grazie a un Sistema 1
impulsivo e primordiale, che elabora giudizi in millisecondi basandosi su
istinti ed Euristiche (scorciatoie mentali). Queste scorciatoie,
utilissime per sfuggire a un leone nella savana, si trasformano in micidiali Bias
Cognitivi quando devi valutare l’Analisi Costi-Benefici di un
progetto a lungo termine. Siamo vittime dell’eccessiva sicurezza (Overconfidence),
cerchiamo solo le prove che confermano le nostre tesi (Confirmation Bias)
e siamo terrorizzati dal perdere ciò che abbiamo molto più di quanto siamo
attratti dal migliorare (Loss Aversion).
Questo, dunque, non è un saggio rassicurante su come
ottimizzare le agende. Questo è un manuale di sopravvivenza e di combattimento
per decisori. È un’armeria concettuale pensata per distruggere pezzo per pezzo
la tua arroganza analitica e ricostruire una leadership adatta ai tempi bui.
Nelle prossime pagine, ti insegnerò a decostruire l’illusione
del controllo cartesiano. Esploreremo i meandri del Ciclo di Policy per
capire come i problemi si trasformano in soluzioni e come, molto spesso,
muoiono nel fango dell’Implementazione. Ti darò le chiavi per
riconoscere le trappole della tua stessa biologia e ti svelerò le dinamiche
sotterranee, spesso oscure e manipolatorie, del potere reale.
L’obiettivo finale non è eliminare il rischio. È
impossibile. L’obiettivo è trasformarti. Passare dalla sterile pretesa di
risolvere meccanicamente il mondo (Problem Solving) all’arte profonda di
capirne le correnti per potervi agire dentro (Sense Making). Passare
dalla fragilità di chi spera nel bel tempo, all’Antifragilità di chi sa
usare la tempesta per accelerare.
Non ti prometto acque calme, né formule per la pace dei
sensi. Il dolore della scelta e l’ansia dell’ignoto saranno sempre i tuoi
compagni di viaggio. Ma ti prometto che, alla fine di questo percorso, avrai
imparato a non opporti al mare. Saprai costruire una nave flessibile, solida e
consapevole, in grado di amare le onde e di governare il caos verso il Bene.
Gira la pagina. L’addestramento comincia.
