Reddito di cittadinanza e flat rate tax

Reddito di cittadinanza e Flat Rate Tax in 3 mosse
come garantire un reddito di 6.000 euro annui ad ogni cittadino italiano ed un’aliquota unica sugli altri redditi del 25%, salvando i vincoli di bilancio e la progressività del sistema tributario

Reddito di cittadinanza e Flat Rate Tax in 3 mosse

PARTE I – IL REDDITO DI CITTADINANZA

PARTE I – IL REDDITO DI CITTADINANZA (1/5)
Quale reddito di cittadinanza
Il concetto di reddito di cittadinanza trova origine, nella sua accezione moderna, nell’opera del filosofo inglese Thomas Paine «La giustizia agraria» del 1797 e ripreso da filosofi ed economisti di diverse estrazioni politiche e culturali come Joseph Charlier, Milton Friedman e Friedrich von Hayek.


PARTE I – IL REDDITO DI CITTADINANZA (2/5)
Definizione
Il reddito di cittadinanza è un reddito erogato in modo incondizionato a tutti, su base individuale, senza alcuna verifica della condizione economica o richiesta di disponibilità a lavorare (Basic Income Earth Network).

PARTE I – IL REDDITO DI CITTADINANZA (3/5)
Caratteristiche
Prestazione monetaria elargita a scadenza regolare;
Finanziato con le tasse;
Non viene a sua volta tassato;
Per riceverlo basta essere cittadini;
Viene dato agli individui (e non alle famiglie, ad esempio);
Viene erogato a prescindere da reddito del beneficiario;
Non dipende dalla disponibilità a cercare un lavoro.

PARTE I – IL REDDITO DI CITTADINANZA (4/5)
La proposta
Si propone un reddito di cittadinanza universale da versare ad ogni cittadino italiano residente pari ad euro 6.000 all’anno.
L’impegno complessivo lordo per attuare tale misura sarebbe di circa 360 miliardi di euro all’anno.

PARTE I – IL REDDITO DI CITTADINANZA (5/5)
La copertura
Nel Rapporto 2017 sulla finanza pubblica, la Corte dei conti ha evidenziato la presenza nell’ordinamento nazionale di 799 voci di tax expenditure («spese fiscali») per un ammontare complessivo di erosione del gettito tributario di 313 miliardi di euro.
A tali somme vanno aggiunte:
- alcune agevolazioni generali che non vengono considerate tali nella disamina della Corte dei conti (come, ad esempio, l’IVA sui beni ammortizzabili);
– i trasferimenti netti a favore di varie categorie di soggetti che pure vengono effettuati da parte dello Stato.
Il totale è superiore rispetto al fabbisogno per il finanziamento della misura.

PARTE II – LA FLAT RATE TAX

PARTE II – LA FLAT RATE TAX (1/4)
Quale Flat Rate Tax
L’imposizione proporzionale sui redditi ha rappresentato la prima forma di imposizione diretta (la «decima» citata già nell’Antico Testamento)
Nella sua forma moderna, la si può far risalire all’opera dall’economista statunitense Milton Friedman (1956).

PARTE II – LA FLAT RATE TAX (2/4)
Definizione
La flat tax è, letteralmente, una «tassa piatta», ovvero prevede un’imposta sul reddito basata su un’unica aliquota fissa.
Nella accezione che qui si intende utilizzare è un’imposta sul reddito universale (per persone fisiche, società e tutti gli altri enti personificati o meno) con aliquota unica al 25%.

PARTE II – LA FLAT RATE TAX (3/4)
Caratteristiche
Semplicità di applicazione.
Minore evasione, erosione, elusione, arbitraggi e pianificazione fiscale per mancanza di aliquote differenziate e deduzioni/detrazioni.

PARTE II – LA FLAT RATE TAX (4/4)
La copertura
Secondo le statistiche pubblicate dal MEF per il 2016, il reddito lordo dichiarato dagli italiani è stato pari a 843 miliardi di euro sui quali hanno gravato 156 miliardi di euro di imposta sul reddito.
La proposta, quindi, non ha bisogno di essere finanziata perché l’aliquota effettiva gravante sui redditi aggregati sottoposti ad imposizione fiscale in Italia è attualmente al 18,50% circa.

PARTE III – I CAMBIAMENTI E I VANTAGGI

PARTE III – I CAMBIAMENTI E I VANTAGGI (1/8)
Gli effetti dell’applicazione congiunta
La sola Flat Rate Tax aggraverebbe la situazione economica dei soggetti con i redditi più bassi.
Il solo reddito di cittadinanza non sarebbe economicamente sostenibile.
L’applicazione congiunta dei due istituti consente invece di aiutare i cittadini con redditi più bassi senza gravare sui vincoli di bilancio.

PARTE III – I CAMBIAMENTI E I VANTAGGI (2/8)
La progressività nel sistema attuale
«Il sistema tributario è informato a criteri di progressività» (art. 53 Cost.)
Sistema attuale
Reddito 1 – Irpef 0 = Reddito netto 1, aliquota media 0,00%*
Reddito 15.000 – Irpef 3.450 = reddito netto 11.550, aliquota media 23,00%*
Reddito 28.000 – Irpef 6.960 = reddito netto 21.040, aliquota media 24,86%*
Reddito 55.000 – Irpef 17.220 = reddito netto 37.780, aliquota media 31,31%*
Reddito 75.000 – Irpef 25.420 = reddito netto 49.580, aliquota media 33,89%*
*Non considerando deduzioni e detrazioni ed altri benefici fiscali, aliquota media teorica

PARTE III – I CAMBIAMENTI E I VANTAGGI (3/8)
La progressività con il Reddito di cittadinanza e la Flat Rate Tax
«Il sistema tributario è informato a criteri di progressività» (art. 53 Cost.)
Con Reddito di cittadinanza e Flat Rate Tax al 25%
Reddito 1 – Irpef 0,25 + R. cittadinanza 6.000 = reddito netto 5.999,75, aliquota media -5.999,75%
Reddito 15.000 – Irpef 3.750 + R. cittadinanza 6.000 = reddito netto 17.250, aliquota media -15,00%
Reddito 28.000 – Irpef 7.000 + R. cittadinanza 6.000 = reddito netto 27.000, aliquota media 3,57%
Reddito 55.000 – Irpef 13.750 + R. cittadinanza 6.000 = reddito netto 47.250, aliquota media 14,09%
Reddito 75.000 – Irpef 18.750 + R. cittadinanza 6.000 = reddito netto 62.250, aliquota media 17,00%

PARTE III – I CAMBIAMENTI E I VANTAGGI (4/8)
Lotta alla povertà
La parte iniziale della curva è molto favorevole (in altri termini, le persone veramente povere ne traggono enorme giovamento).

PARTE III – I CAMBIAMENTI E I VANTAGGI (5/8)
Elusione della «trappola della povertà»
Si chiama «trappola della povertà» quel meccanismo che disincentiva la ricerca di un nuovo lavoro quando si riceve un sussidio volto a garantire un reddito minimo e che diminuisce al crescere del reddito (il che scoraggia il beneficiario a ricercare un lavoro).
Il reddito di cittadinanza è uguale per tutti e quindi non vi è il deterrente a cercare lavoro.

PARTE III – I CAMBIAMENTI E I VANTAGGI (6/8)
Mercato del lavoro più flessibile e minor costo del lavoro
Dal combinato disposto dell’applicazione del Reddito di cittadinanza e della Flat Rate Tax si avrà che ogni cittadino italiano: (1) guadagna, (2) guadagna poco, (3) paga solo il 25% su ogni somma dovesse guadagnare in più.
Tale meccanismo quindi non solo non disincentiva la ricerca di lavoro ma rende appetibili anche lavori che prima non erano tali ed infatti comporta una maggiore disponibilità ad entrare nel mondo del lavoro con contratti flessibili e/o con salari minimi e maggiore propensione a intraprendere una attività imprenditoriale, data la sicurezza di un reddito di base.
Non scoraggia il secondo reddito né il secondo lavoro né il maggior impegno lavorativo (straordinari) ed ha minori effetti distorsivi sulle scelte imprenditoriali e di lavoro rispetto al sistema attuale.

PARTE III – I CAMBIAMENTI E I VANTAGGI (7/8)
Lotta alla denatalità e incentivo alla formazione delle famiglie
Un reddito di 6.000 euro annui è utile ai singoli ma lo è ancor di più in un’ottica familiare.
Tenendo conto, infatti, delle «economie di scala», il Reddito di cittadinanza diventa un «reddito di famiglia» che amplifica i suoi effetti positivi, incentivando ed anticipando la formazione di famiglie.
Una famiglia composta dai due genitori e tre figli godrebbe di un Reddito di cittadinanza aggregato (e, quindi, di un «reddito familiare») di 30.000 euro annui.

PARTE III – I CAMBIAMENTI E I VANTAGGI (8/8)
Semplificazione amministrativa
La Flat Rate Tax porta a notevoli benefici in ordine alla semplificazione fiscale e nessuna complicazione viene aggiunta dal Reddito di cittadinanza.
Il Reddito di cittadinanza è per tutti, e quindi non ci sono soglie di povertà da definire. E nemmeno criteri economici e sociali da controllare per assegnarlo. Per lo stesso motivo non ci saranno persone che lo prenderanno senza averne diritto, o persone che non lo avranno avendone invece il diritto. Non ci sarebbero quindi procedimenti, moduli da compilare, appuntamenti da rispettare e nemmeno strutture adibite alla gestione di tutto questo.

PARTE IV – COME IMPLEMENTARE IL SISTEMA

PARTE IV – COME IMPLEMENTARE IL SISTEMA (1/1)
Una graduale attuazione
Per portare il sistema a regime si propone un piano quinquennale o decennale di graduale attuazione.
Precisamente,
– da un lato, si assisterebbe all’annullamento (nell’arco del quinquennio o decennio) delle tax expenditure e dei trasferimenti netti (diminuzione delle aliquote agevolate, delle deduzioni, delle detrazioni, ecc.) e alla convergenza delle aliquote verso il 25%
– dall’altro, le economie generate da quanto sopra andrebbero a finanziare il Reddito di cittadinanza per tutti.


PARTE V – CONCLUSIONI

PARTE V – CONCLUSIONI (1/2)
«uomini siate, e non pecore matte»
Un reddito di base concesso a tutti i cittadini italiani farebbe sentire finalmente ciascuno parte di una Nazione ed uno Stato unitario, garantendo coesione sociale, affermazione e allargamento dei diritti di cittadinanza, vera e concreta lotta alla povertà.
Tale reddito è da intendersi quale dividendo sociale corrisposto a tutti i singoli cittadini per il contributo che ognuno apporta al miglioramento ed alla prosperità della nostra «cosa pubblica» (Repubblica).
Ha fondamento analogo ai diritti successori che pure non vengono contestati e rinsaldano i vincoli familiari e ci rendono partecipi di una storia che è iniziata prima di noi e non terminerà con noi.
Garantire poi a tutti che i redditi ulteriori saranno gravati solo del 25% quale che sia il loro importo, assicura e non mortifica l’impegno di tutti coloro che vogliono lavorare ulteriormente per la loro ed altrui crescita sociale, morale ed economica (ascensore sociale).

PARTE V – CONCLUSIONI (2/2)
Uno Stato-famiglia
«Abbiamo fatto l’Italia. Ora si tratta di fare gli italiani» (Massimo d’Azeglio).
Il Reddito di cittadinanza, coniugato insieme alla Flat Rate Tax, porterebbe una maggiore coesione sociale ed un efficiente ascensore sociale.
In sostanza, se 150 anni fa abbiamo fatto l’Italia, oggi con il Reddito di cittadinanza e la Flat Rate Tax avremo fatto gli italiani!

DOMENICO RICCIO
Domenico Riccio ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza, una Specializzazione in Diritto Civile, un Dottorato in Diritto Privato e Diritto della Navigazione, un Master in Economia dei Tributi, un secondo Dottorato in Diritto Tributario e Diritto Commerciale.
Ha partecipato a due PRIN (Progetto di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale), rispettivamente in Diritto Privato e in Diritto Tributario (quest'ultimo sul processo tributario telematico).
Avvocato, docente presso varie Università (LUISS Business School, Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze, Università degli studi del Molise, Università telematica Pegaso) è relatore in convegni ed incontri di studio.
È autore di oltre un centinaio di scritti tra monografie, saggi e note per i tipi della Giuffrè, Cedam, Utet, Giappichelli e per le più importanti riviste giuridiche italiane.

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