La mobilità

La mobilità
«Navigare necesse est, vivere non est necesse». Il motto di Pompeo Magno, impegnato nella lotta contro i pirati nel Mediterraneo e per liberare le vie di approvvigionamento del grano per Roma (divenuto poi anche il motto delle città della Lega Anseatica), testimonia la consapevolezza antica dell’importanza del mare per le sorti d’Italia.
Dalle Repubbliche marinare di Amalfi, Pisa, Genova e Venezia, alle imprese di Colombo, tale presa di coscienza si è andata corroborando, diventando il fattore determinante per la nascita di fortune enormi.
Invero il rapporto tra l’uomo e il mare è antico ed arcano e sempre fecondo. Allo stesso modo e conseguentemente il diritto marittimo ha avuto modo di nascere e svilupparsi già in età molto risalente ed accompagnare i giuristi nelle fasi di evoluzione della scienza giuridica.
Il più antico testo legislativo in materia marittima è costituito dalle leggi di Hammurabi, re di Babilonia (2285-2242 a.C.), ma ci sono anche tracce di leggi fenicie e di leggi greche e questo sebbene la navigazione è stata in ogni epoca dell’antichità regolata quasi esclusivamente dalle consuetudini.
(Scritto tra il 2003 e il 2007)

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domenico riccio