Il gioco II – Saggi

Il gioco II – Saggi
Quello dell’alea è un concetto con il quale gli operatori del gioco hanno cominciato a confrontarsi di frequente.
Ma possiamo dire di conoscere una nozione condivisa di alea?
Ebbene, noi utilizziamo semanticamente più concetti di alea nel linguaggio comune, come rischio, azzardo, sorte, ventura.
L’alea, in senso pratico, la si ritrova nella possibilità del verificarsi di un avvenimento favorevole o sfavorevole all’interesse di un individuo. Così genericamente intesa, la si può riscontrare in gran parte degli atti e delle vicende della vita di relazione di un soggetto, ogni qualvolta per tali situazioni si accampi un margine di rischio.
Sebbene conosciuta fin dall’antichità, l’alea trova una compiuta elaborazione solo di recente nell’età dell’Illuminismo ad opera del Pothier ed entra quindi nella redazione del Code Napoléon.
I codici italiani preunitari riproducono fedelmente i concetti elaborati dalla dottrina d’oltralpe e trasfusi nel Code Napoléon.
Nel vigente ordinamento positivo si parla di «rischio» numerosissime volte e nei campi più disparati, mentre i termini «alea», «aleatorio», «sorte» si trovano usati più raramente, sia nella legislazione civile che in quella penale.
Nel codice civile, sostanzialmente manca una nozione di alea, ma si è in presenza di una disciplina inerente gli effetti degli atti aleatori.
L’aleatorietà nel diritto positivo vigente, pure in assenza di un esplicito richiamo, ottiene, quindi, un sostanziale riconoscimento nell’ambito della disciplina contrattuale.
Proprio perché nel codice civile manca una definizione del concetto di alea e della stessa categoria dei contratti aleatori, la dottrina si è sforzata di enucleare e delineare la nozione attraverso le norme ivi previste per il contratto in generale e, più in particolare, per il gioco e la scommessa.
Infatti, nel gioco e nella scommessa prende corpo il fenomeno dell’alea nel suo significato più pieno e pregnante, come espressione di un’esigenza fondamentale degli uomini che, fin dai tempi più antichi, ha caratterizzato tutte le forme di vita associativa: quella di giocare. In questi contratti l’elemento dell’alea costituisce la causa stessa del negozio come previsto e regolamentato dal legislatore.
(Scritto tra il 2006 e il 2008)

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domenico riccio