Reddito di cittadinanza: tutte le informazioni


REDDITO DI CITTADINANZA

Il Reddito di Cittadinanza è una misura di reinserimento attivo al lavoro, che ha l’obiettivo di aumentare l’occupazione migliorando l’incontro fra domanda e offerta di lavoro e di contrastare la povertà e le disuguaglianze. Finalmente tutti i cittadini potranno guardare avanti e nessuno resterà indietro. Anche in Italia arriva uno strumento universale di welfare che esiste già in altri Paesi europei, come la Germania, e che permette a tutti i cittadini in difficoltà economica di ricostruire il proprio futuro con la formazione e il lavoro. Nella sua funzione di contrasto alla povertà, la misura include anche la Pensione di Cittadinanza: aumentiamo le pensioni minime per i pensionati che soddisfano i requisiti per accedere al Reddito di Cittadinanza e che vivono al di sotto della soglia di povertà.

Aiutiamo finalmente 5 milioni di persone che fino ad ora erano state completamente abbandonate dallo Stato e dalla politica!

PLATEE

Beneficiari nuclei 1.734.932
Beneficiari persone 4.916.786

N.B. Nella relazione tecnica che accompagna il decreto su RdC e Quota 100 si fa l’ipotesi che solo l’85% dei nuclei familiari che hanno diritto al RdC ne faccia effettivamente richiesta. Questo non significa che si riduce la platea di chi ha diritto al RdC: tutti coloro che rientrano nei requisiti stabiliti possono fare domanda ed ottenere il beneficio. Si tratta semplicemente di un aggiustamento statistico che serve a stimare la spesa prevista per il RdC, e che porta i nuclei familiari previsti come beneficiari del RdC a circa 1,3 milioni di famiglie nella relazione tecnica. Si tratta di una stima ancora molto prudente rispetto al grado di adesione che hanno avuto i programmi di welfare del passato. Ad esempio, per quanto riguarda il ReI, meno del 60% di chi aveva diritto al sostegno economico ne ha fatto richiesta, con un risparmio significativo rispetto ai limiti di spesa stimati.

Costo: 6,1 miliardi nel 2019 dal 1 aprile + 1 miliardo (riforma Centri per l’impiego) Dettagli platee

REQUISITI PER ACCEDERE AL RDC

Residenza e soggiorno

a. Cittadini italiani o di Paesi Ue, cittadini di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per lungo-soggiornanti;
b. Residenti in Italia in via da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa Requisiti di reddito e patrimonio per il nucleo familiare di appartenenza
a. Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) inferiore a 9.360 euro annui;
b. Patrimonio immobiliare (diverso dalla prima casa) di valore non superiore a 30.000 euro;
c. Patrimonio finanziario (tra cui conti correnti, titoli e azioni) inferiore a una soglia di 6.000 euro per una persona singola, aumentata di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare fino ad un massimo di 10.000 euro, incrementato di 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo. Il livello massimo è aumentato di 5.000 euro per ogni componente disabile presente nel nucleo familiare.
d. Reddito familiare come dichiarato nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presentata ai fini ISEE.
e. Reddito familiare inferiore ad una soglia minima di 6.000 euro annui moltiplicata per una scala di equivalenza. Per ogni persona che richiede il Reddito di Cittadinanza, la scala prevede un aumento di 0,4 volte la somma prevista per ogni membro adulto presente nel nucleo e di 0,2 volte per ogni minorenne. (Ad esempio, per una famiglia formata da due adulti e un figlio minorenne, la soglia massima di reddito familiare da non superare per avere diritto al RdC è pari a 6000 * 1,6 = 9.600 euro). La soglia minima è aumentata a 7.560 euro per chi ha diritto alla Pensione di Cittadinanza e a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare viva in una casa in affitto.

Tabella 1. Sintesi dei requisiti economici e patrimoniali.
ISEE 9.360
Patrimonio immobiliare 30.000
Patrimonio finanziario netto: 6mila, 8mila, 10mila euro Minimo 6.000 – Max 20.000 con persone disabili (5.000 per disabile)
Reddito familiare 9.360 E (per i proprietari: 6000 E ) per scala di equivalenza
Beneficio: sostegno al reddito 500 euro/mese (6000 euro/anno) per scala di equivalenza
sostegno all'affitto 280 E/mese (3360 E/anno); con mutuo il sostegno casa è 150 E/mese (1800 E/anno).
Pensione di Cittadinanza 630 E/mese (7560 E/anno) per scala di equivalenza
+ sostegno affitto 150 E/mese (1800 E/anno)
scala equivalenza 1 per il primo componente
+0,4 per i componenti aggiuntivi adulti
+ 0,2 per i minori
max fattore di scala familiare 2.1
Beneficio max RdC: (6000*ScalaEquiva)+3600 = 16.200
Beneficio medio nucleo 500 euro (circa)

POSSESSO DI ALTRI BENI

a. Nessun componente deve essere intestatario di auto acquistate nei sei mesi precedenti alla richiesta, di prima immatricolazione, oppure di auto con cilindrata superiore a 1.600 cc o moto di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei due anni precedenti. Sono escluse le auto e le moto per cui è prevista un’agevolazione fiscale in favore dei disabili;
b. Nessun componente deve essere intestatario di navi e imbarcazioni sportive.

SCALA DI EQUIVALENZA E BENEFICIO ECONOMICO

Ogni nucleo familiare che ha diritto al RdC riceve su base annua un reddito composto da due elementi:
1) Un’integrazione del reddito familiare, fino alla soglia di 6.000 euro annui moltiplicata per la scala di equivalenza (7.560 euro per la scala di equivalenza per chi accede alla Pensione di Cittadinanza);
2) Una componente di sostegno al pagamento di un affitto, fino a un massimo di 3.360 euro all’anno (280 euro al mese); nel caso in cui si abbia una casa di proprietà acquistata con un mutuo o per chi accede alla Pensione di Cittadinanza, un sostegno di massimo 1.800 euro all’anno (150 euro al mese).

Le due componenti vengono erogate a partire dal mese successivo a quello della richiesta e vengono pagate in 12 quote mensili. Il beneficio non può essere inferiore a 480 euro all’anno e non può essere superiore alla soglia di 9.360 euro all’anno, moltiplicata per la scala di equivalenza. Dopo 18 mesi di erogazione, il RdC può essere rinnovato ma con una sospensione di un mese dal pagamento del beneficio (non vale nel caso della Pensione di Cittadinanza). Nella Tabella 2 sono mostrati esempi di nuclei familiari che hanno diritto al RdC.

Tabella 2. Esempi di nuclei familiari.
Nucleo integrazione
reddito contributo
affitto totale scala (max
2,1)
1 componente 500 280 780 1
1 adulto, 1 minorenne 600 280 880 1.2
2 componenti adulti 700 280 980 1.4
1 adulto, 2 minorenni 700 280 980 1.4
2 adulti, 1 minorenne 800 280 1.080 1.6
3 adulti 900 280 1.180 1.8
1 adulto, 3 minorenni 800 280 1.080 1.6
2 adulti, 2 minorenni 900 280 1.180 1.8
3 adulti, 1 minorenne 1000 280 1.280 2
4 adulti 1050 280 1.330 2.1
2 adulti, 3 minorenni 1000 280 1.280 2
3 adulti, 2 minorenni 1050 280 1.330 2.1

Pensione di Cittadinanza integrazione reddito contributo affitto totale scala (max 2,1)
1 componente +67 anni
senza casa
630
150
780
1
2 componenti +67 anni 882 150 1.032 1.4

QUANTO COSTA IL RDC?

Partendo dal 1 aprile, la spesa totale per il RdC è di 6,1 miliardi di euro. A ciò vanno aggiunte risorse per tenere in piedi, come da norma in bilancio, la copertura per i beneficiari ReI, nei primi 3 mesi del 2019, per un massimo di 550 milioni di euro potenziali. Non essendo tuttavia la platea ReI coperta al 100%, si può scendere fino a 400 milioni, e quindi il totale che serve è circa 6,5 miliardi di euro dal 1 aprile 2019.

I limiti di spesa saranno di 6,1 miliardi di euro nel 2019, di 7,75 miliardi di euro nel 2020, di 8
miliardi di euro nel 2021 e di 7,84 miliardi di euro dal 2022.

Le risorse del Fondo per il reddito di cittadinanza verranno anche impiegate per il rafforzamento dei Centri per l’impiego e per la gestione delle politiche conseguenti all’introduzione del RdC. Sempre tramite le risorse del fondo per il RdC, per gli anni 2019 e 2020 è autorizzata una spesa nel limite di 250 milioni di euro ai fini della contrattualizzazione dei navigator.

Le risorse del fondo per il RdC permettono ad ANPAL Servizi di spendere fino a 1 milione di euro per stabilizzare il personale a tempo determinato.

20 milioni di euro del fondo per il RdC sono stanziati per permettere ai centri di assistenza fiscale (CAF) in convenzione con l’INPS di assistere i beneficiari nella presentazione della domanda di Rdc e di pensione di cittadinanza.

L’INPS provvede al monitoraggio delle erogazioni del Rdc, inviando entro il 10 di ciascun mese al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze la rendicontazione con riferimento alla mensilità precedente delle domande accolte, dei relativi oneri, nonché delle risorse accantonate. L’INPS comunica anche il raggiungimento, da parte dell’ammontare degli accantonamenti disposti, del novanta per cento delle risorse disponibili.

CHI NON HA DIRITTO AL RDC?

1. Chi si trova in carcere, per tutta la durata della pena;
2. Chi è ricoverato in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a carico dello Stato;
3. Chi è disoccupato a seguito di dimissioni volontarie, nei 12 mesi successivi alle dimissioni. Sono esclusi i casi di dimissioni per giusta causa.

COME VIENE DEFINITO IL NUCLEO FAMILIARE?

1. I coniugi restano uniti in un nucleo anche dopo una separazione o un divorzio se continuano a risiedere nella stessa casa;
2. I figli maggiorenni che non convivono con i genitori fanno parte del nucleo familiare fino ai 26 di anni di età quando sono a carico dei genitori ai fini IRPEF, non sono coniugati e non hanno figli a loro volta;
3. Le persone che cambiano residenza ma hanno un reddito dichiarato inferiore a 2.665 euro annui non possono formare un nucleo familiare a sé stante ma vengono attratti nel nucleo familiare di origine ai fini ISEE;

4. I nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a
67 anni hanno diritto alla Pensione di Cittadinanza.

N.B. Il Reddito di Cittadinanza è compatibile con la NASpI.

DURATA DEL BENEFICIO

Tabella 2. Congruità dell’offerta di lavoro.
1a offerta lavoro 2a offerta lavoro 3a offerta lavoro
Nei primi 12 mesi Entro 100 km o 100 min. di tempo di percorrenza Entro 250 km Tutta Italia
(entro 250 km per nuclei con disabili)
Tra il 12° e il 18° mese Entro 250 km Entro 250 km Tutta Italia
(entro 250 km per nuclei con disabili)
Dopo il 18° mese (rinnovo) Italia
(entro 250 km per nuclei con disabili) Italia
(entro 250 km per nuclei con disabili) Italia
(entro 250 km per nuclei con disabili)

Nel caso in cui si accettino offerte collocate oltre 250 km di distanza, come compensazione delle spese sostenute per il trasferimento il beneficiario del Reddito di Cittadinanza continua a riceverlo per i successivi 3 mesi dall’inizio del nuovo lavoro, o 12 mesi se nel nucleo familiare ci sono minori o disabili.

Con la decadenza del beneficio, si rimane fuori per 18 mesi, e solo dopo 18 mesi si può nuovamente accedere al RdC.

Quando un componente del nucleo beneficiario trova lavoro come dipendente, il maggior reddito del componente che lavora rientra nel calcolo del reddito familiare solo per l’80% a partire dal mese successivo, fino a quando questo maggior reddito non viene recepito nell’ISEE per l’intera annualità.

Incentiviamo l’imprenditorialità: se un beneficiario o più beneficiari nel nucleo familiare aprono un’impresa o iniziano un’attività di lavoro autonomo, il nucleo continua a ricevere il RdC senza variazioni per due mensilità a titolo di incentivo. L’evento va comunicato entro 30 giorni all’INPS (pena l’esclusione dal RdC) ed entro il 15° giorno successivo al termine di ogni trimestre è necessario comunicare il reddito di impresa ottenuto nel trimestre, come differenza fra ricavi e spese sostenute. Il pagamento del RdC viene così aggiornato ogni trimestre, avendo il trimestre precedente come riferimento.

Ci sono altri incentivi per imprenditorialità nell’art 8 comma 4 (Ai beneficiari del RdC che avviano un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi di fruizione del RdC è riconosciuto in un’unica soluzione un beneficio addizionale pari a 6 mensilità di RdC, nei limiti di 780 euro mensili).

STRUTTURA DI ACCESSO AL RDC

I beneficiari del RdC maggiorenni, che non lavorano e non sono iscritti a corsi di studio o formazione, devono effettuare una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e ad un percorso di

formazione o inclusione sociale. Devono quindi dichiarare di essere disposti subito a seguire percorsi di riqualificazione professionale, di completamento degli studi o attività utili alla collettività.

Da questi obblighi possono essere esclusi i componenti del nucleo che assistono figli di età inferiore a 3 anni, disabili o non autosufficienti, oppure i componenti che hanno bisogni sociali particolari.

Entro 30 giorni dal riconoscimento del RdC, il richiedente viene convocato subito dai Centri per l’impiego.

Se il richiedente non ha già presentato la dichiarazione di immediata disponibilità, la può presentare all’atto del primo incontro con il CpI assieme a tutti i componenti del nucleo in grado di lavorare. I beneficiari dovranno rispettare gli impegni previsti nel Patto per il Lavoro e in particolare:

1) registrarsi sul Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro (SIUPL) e consultare quotidianamente l’apposita piattaforma digitale dedicata al programma del RdC;
2) svolgere ricerca attiva del lavoro;
3) accettare di essere avviato ai corsi di formazione o riqualificazione professionale, oppure progetti per favorire l’auto-imprenditorialità, tenuto conto del bilancio delle competenze, delle inclinazioni professionali o di eventuali specifiche propensioni;
4) sostenere i colloqui psicoattitudinali e le eventuali prove di selezione finalizzate all’assunzione;
5) accettare almeno 1 di 3 offerte di lavoro congrue (vedi sopra).

Il programma di reinserimento collegato al RdC è gestito da una pluralità di soggetti sulla base di due componenti: i Centri per l’impiego (CPI) e le Agenzie per il Lavoro (ApL) stipulano un Patto per il Lavoro con il beneficiario, mentre gli Enti di formazione bilaterale e gli enti interprofessionali stipulano un Patto di Formazione con il beneficiario. Anche le aziende possono accedere al programma in due modi: offrendo lavoro e accedendo agli incentivi, oppure stipulando un Patto di Formazione e offrendo formazione al beneficiario in cambio di incentivi. Altri soggetti potranno in futuro accedere al programma nelle medesime modalità. Il beneficiario stipula il Patto per il Lavoro sia con il CPI che con ApL, e si rivolgerà al primo che gli offre lavoro o formazione.

I beneficiari che non si trovano in condizione di lavorare non vengono lasciati soli. Saranno convocati entro 30 giorni dai servizi competenti per il contrasto alla povertà dei Comuni e potranno sottoscrivere un Patto per l’Inclusione Sociale che coinvolgerà sia i CpI che i servizi sociali. I bisogni dei nuclei in ogni caso saranno valutati con un approccio multidimensionale e con percorsi specifici e personalizzati.

I bisogni delle comunità forniranno opportunità di inserimento utile per i beneficiari. In coerenza con il profilo professionale dei beneficiari e con gli interessi emersi durante i colloqui con i CpI, il beneficiario offrirà nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale la propria disponibilità per la partecipazione a progetti gestiti dai Comuni di residenza per un massimo di 8 ore a settimana. Saranno progetti utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. I progetti saranno descritti sull’apposita sezione della piattaforma dedicata al programma del RdC e il loro svolgimento sarà accertato dalla piattaforma stessa.

Trascorsi 60 giorni dalla data di dichiarazione di immediata disponibilità, i beneficiari che non siano stato convocati dai CpI riceveranno dall'ANPAL in via telematica le credenziali personalizzate per l'accesso diretto alla procedura telematica predisposta dall'ANPAL per ottenere l'assegno di ricollocazione.

L’IMPATTO ECONOMICO E MOLTIPLICATIVO DEL RDC

1. L’attuazione del Reddito di Cittadinanza associata al potenziamento dei Centri per l’impiego costituisce una vera e propria riforma strutturale del mondo del lavoro, nella misura in cui può aiutare a reimpiegare parte di quegli oltre 3 milioni di scoraggiati che da anni non cercano più attivamente lavoro. L’afflusso degli scoraggiati presso i Centri per l’impiego permetterebbe di rivedere al rialzo il tasso di partecipazione alla forza lavoro, che nella metodologia europea contribuisce alla crescita del Pil potenziale: si aprirebbe così uno spazio fiscale aggiuntivo che potrebbe essere utilizzato per aumentare l’occupazione evitando di far crescere il deficit strutturale a livelli passibili di sanzioni. Il meccanismo, che può apparire complesso, riflette semplicemente la natura strutturale e non soltanto ciclica del reddito di cittadinanza così come è stato congegnato dal governo: si aumenta la produttività complessiva del Paese grazie alla ricostruzione delle competenze e del capitale umano di milioni di persone.

2. Questa misura, che prevede un finanziamento fino a 9 miliardi, permetterà a chiunque si trovi a vivere al di sotto della soglia di povertà stabilità dall’Eurostat (9.360 euro di reddito annuale) di ottenere un’integrazione di reddito fino a tale soglia. Gli effetti moltiplicativi di tale misura sono evidenti, tanto più laddove il sostegno andrà a beneficiari con reddito nullo o molto basso, e quindi con propensione al consumo pari a 1. L’idea di veicolare il sostegno al reddito attraverso un bancomat, servirà non solo per la tracciabilità dei consumi, ma anche per innescare incentivi a consumare. Anche la riqualificazione e il potenziamento dei Centri per l’impiego, con la destinazione di 1 miliardo di euro risorse, per l’assunzione di nuove unità operative, avrà effetti moltiplicativi sui consumi sull’occupazione e sul reddito.

COME SI RICHIEDE IL RDC E COME VIENE EROGATO?

Il RdC si richiede presso le Poste Italiane sia in modo diretto che in via telematica, oppure presso i centri di assistenza fiscale (CAF) previa convenzione con l’INPS. Il modulo di domanda viene predisposto dall’INPS, che ha a disposizione le informazioni contenute nella DSU. In caso di variazione del proprio reddito sarebbe opportuno recarsi direttamente presso i Caf, anziché presso

Poste, al fine di compilare la domanda per il Rdc. L’Isee dovrà essere valido al momento della presentazione della domanda.

Il diritto al RdC viene riconosciuto dall’INPS, che verifica entro 5 giorni lavorativi dalla presentazione delle domande il possesso dei requisiti per accedere al RdC anche consultando le banche dati dell’Anagrafe tributaria, del Pubblico Registro Automobilistico e delle altre PA competenti.

Il RdC viene erogato attraverso la Carta RdC gestita da Poste Italiane. Con la Carta RdC sarà possibile prelevare non più di 100 euro in contanti per un singolo individuo, moltiplicati per la scala di equivalenza, e i movimenti saranno tracciati su apposite piattaforme informatiche. Come ha anticipato il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, la parte che non spesa, non verrà erogata nel mese successivo e sarà quindi scalata. Si tratta di una carta elettronica in tutto e per tutto identica ad una carta prepagata, ma non sarà possibile utilizzarla per il gioco d’azzardo.

In più, tutti i beneficiari del Reddito di Cittadinanza potranno usufruire delle tariffe elettriche e per il gas naturale agevolate, riconosciute alle famiglie economicamente svantaggiate.

IL RDC È UNA RIVOLUZIONE DIGITALE!

Con il RdC arriva una grande innovazione delle politiche del lavoro. Istituiamo due piattaforme digitali, il Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro (SIUPL) e il Sistema informativo unitario dei servizi sociali (SIUSS) per il coordinamento dei Comuni. Queste due piattaforme formeranno un grande portale unico delle comunicazioni, con cui mettiamo in comunicazione i CpI, le Agenzie per il Lavoro, l’ANPAL, il Ministero del lavoro e l’INPS.

Grazie al portale unico tutte le amministrazioni competenti potranno condividere informazioni sui beneficiari che aumentano l’efficienza della ricerca di lavoro. In più, condivideranno informazioni sull’avvenuta o mancata sottoscrizione del Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale, le informazioni relative al comportamento dei beneficiari che potrebbe dar luogo alle sanzioni, le informazioni sulla residenza e il soggiorno e molto altro.

LE REGOLE E LE SANZIONI PREVISTE

Viene escluso dal RdC chi:
a. fornisce dati falsi, incluso l’occultamento di redditi e patrimoni a fini ISEE o dichiarazioni fiscali per usufruire irregolarmente del RdC. In questo caso, chi fa il furbo rischia da 2 a 6 anni di carcere e deve restituire quanto ha ricevuto;
b. non sottoscrive il Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale, ad accezione dei casi di esclusione;
c. non partecipa alle iniziative formative o alle altre iniziative di attivazione in assenza di giustificato motivo;
d. non aderisce ai progetti utili per la comunità predisposti dai Comuni;
e. rifiuta un’offerta di lavoro congrua dopo averne già rifiutate due, oppure rifiuta un’offerta congrua dopo 12 mesi di fruizione del beneficio;
f. non aggiorna le autorità competenti sulle variazioni del proprio nucleo familiare.

Norme Anti-divano: nessuno potrà restare sul divano né approfittare del RdC lavorando in nero. Se all’interno di un nucleo familiare nessun beneficiario rispetta il Patto per il Lavoro vengono applicate le seguenti sanzioni:
a. viene decurtata 1 mensilità di RdC in caso di prima mancata presentazione;
b. sono decurtate 2 mensilità di RdC in caso alla seconda mancata presentazione;
c. si viene esclusi dal RdC in caso di terza mancata presentazione.

Chi non partecipa ai percorsi di formazione in assenza di motivo giustificato viene punito la prima volta con una decurtazione di 2 mensilità e viene escluso dal RdC se non partecipa una seconda volta.

In caso di mancato rispetto degli impegni previsti nel Patto per l’Inclusione sociale relativi alla frequenza dei corsi di istruzione o di formazione da parte di un componente minorenne oppure impegni di prevenzione e cura volti alla tutela della salute, individuati da professionisti sanitari, si applicano le seguenti sanzioni:
a. la decurtazione di 2 mensilità dopo un primo richiamo formale al rispetto degli impegni;
b. la decurtazione di 3 mensilità al secondo richiamo formale;
c. la decurtazione di 6 mensilità al terzo richiamo formale;
d. l’esclusione dal RdC in caso di ulteriore richiamo.

Se si viene esclusi dal RdC, il richiedente o un componente del suo nucleo familiare può nuovamente fare domanda soltanto dopo 18 mesi dalla data di prima esclusione, o dopo 6 mesi se nel nucleo familiare ci sono minorenni o disabili.

GLI INCENTIVI AL LAVORO

I datori di lavoro che comunicano alla piattaforma digitale dedicata al RdC nell’ambito del SIUPL le disponibilità dei posti di lavoro vacanti hanno diritto ai seguenti incentivi:

a) Uno sgravio contributivo nella forma di esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore assunto (esclusi i premi e contributi INAIL), quando l’assunzione avviene tramite un Centro per l’Impiego o un soggetto privato accreditato (come le Agenzie per il Lavoro). Lo sgravio è pari alla differenza tra 18 mensilità di RdC e le mensilità già percepite dal beneficiario assunto, a patto che l’assunzione sia a tempo pieno e indeterminato, e il beneficiario del RdC non venga licenziato nei primi 24 mesi senza giusta causa o giustificato motivo. In ogni caso l’incentivo non potrà essere inferiore a 5 mensilità di RdC; se il beneficiario assunto gode del RdC da più di 18 mesi, l’incentivo è concesso nella misura fissa di 5 mensilità. Ogni mensilità potrà essere al massimo di 780 euro. Il datore di lavoro inoltre, assieme all’assunzione stipula se necessario, presso il CPI, un patto di formazione per garantire al beneficiario di RdC neoassunto un percorso formativo o di riqualificazione professionale. Nel caso in cui il beneficiario del RdC assunto venga licenziato senza giusta causa, il datore di lavoro deve restituire gli incentivi e pagare una sanzione.

(Esempio: Marco assume Luca nella sua azienda. Luca è single e vive in affitto, quindi prende 780€ al mese di RdC. Fino a quel momento Luca aveva già ricevuto 2 mensilità di RdC. Marco potrà dunque avere un ampio sgravio contributivo per la sua azienda, pari a: (18-2) x 780€ = 12.480€)

b) Uno sgravio contributivo pari alla metà della differenza tra 18 mensilità di RdC e le mensilità già godute dal beneficiario assunto, se l’assunzione avviene tramite l’attività

svolta dagli Enti di formazione accreditati che abbiano stipulato un Patto di Formazione presso i CPI e le ApL. L’assunzione deve essere a tempo pieno ed indeterminato, e il beneficiario non deve essere licenziato senza giusta causa o giustificato motivo. La restante metà dell’importo è destinata all’Ente di formazione, sempre sotto forma di sgravio contributivo nella forma di esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore assunto (esclusi i premi e contributi INAIL). L’incentivo massimo ricevuto dall’azienda e dall’Ente di formazione è al massimo di 390 euro mensili e non inferiore a 6 mensilità per metà dell’importo del RdC; se il beneficiario assunto gode del RdC da più di 18 mesi, l’incentivo è concesso nella misura fissa di 6 mensilità. Il datore di lavoro inoltre, assieme all’assunzione stipula se necessario, presso il soggetto privato accreditato, un patto di formazione per garantire al beneficiario di RdC neoassunto un percorso formativo o di riqualificazione professionale.

(Esempio: Marco assume Chiara grazie all’attività svolta da un Ente di formazione. Chiara al momento dell’assunzione aveva già beneficiato di 2 mensilità di RdC, per cui in questo caso l’importo sarà pari a: (18-2)x780€=12.480€. Questa cifra sarà da destinare, sotto forma di sgravio contributivo, per metà, 6.240€, a Marco, mentre l’altra metà sarà indirizzata alle stesse condizioni all’Ente di formazione.)

Al beneficiario del RdC che entro i primi 12 mesi di fruizione del RdC riesce ad avviare un’attività lavorativa autonoma, di impresa individuale oppure una società cooperativa spetta, in un unico pagamento, un incentivo pari a 6 mensilità di RdC.

(Esempio: Luca riesce a coronare il suo sogno e ad avviare, dopo 10 mesi di fruizione di RdC, una propria attività lavorativa autonoma. In questo caso oltre alle prime 10 mensilità già ricevute, 10x780€=7.800€, riceverà un ulteriore unico bonifico pari a 4.680€, ovvero 6x780€.)

Tutte queste agevolazioni inerenti i datori di lavoro saranno applicabili a condizione che quest’ultimo abbia effettivamente, a seguito delle assunzioni dal RdC, un incremento di personale a tempo pieno ed indeterminato, a meno che queste non servano a sostituire i posti lasciati liberi da ex lavoratori ora in pensione. Queste agevolazioni non spettano poi ai datori di lavoro che nel triennio precedente alla richiesta sono stati destinatari di provvedimenti sanzionatori riguardanti violazioni di natura previdenziale e in materia di tutela delle condizioni di lavoro, anche se non definitivi.

ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE

L’assegno di ricollocazione (AdR) è uno strumento che aiuta la persona disoccupata a migliorare le possibilità di ricollocarsi nel mondo del lavoro. Non è una somma di denaro destinata alla persona ma è un buono (voucher) per ricevere un servizio di assistenza intensiva alla ricerca di occupazione da parte di un Centro per l'Impiego o di un ente accreditato ai servizi per il lavoro.

Nella prima fase di applicazione del RdC o comunque non oltre il 31 dicembre 2021, il beneficiario del RdC che ha stipulato il Patto per il lavoro con il centro per l’impiego, o ha ottenuto le credenziali per accedere alla procedura di profilazione predisposta dall’ANPAL, riceve l’AdR entro 30 giorni dal primo pagamento del RdC. Entro 30 giorni dal riconoscimento dell’AdR, i beneficiari del RdC devono scegliere il soggetto che erogherà il servizio di assistenza nella ricerca di lavoro, anche grazie ai centri per l’impiego o agli istituti di patronato convenzionati.

Finora, soltanto i beneficiari di NASpI disoccupati da almeno 4 mesi potevano avere accesso all’Adr; tuttavia solo 2000 Adr sono stati utilizzati, perché l’assegno era facoltativo e non obbligatorio. Saranno invece ora i beneficiari del RdC ad utilizzarlo.

Il servizio va richiesto entro 30 giorni dalla data di stipulazione del Patto per il Lavoro o dall’ottenimento delle credenziali e dura 6 mesi prorogabili di altri 6 qualora parte dell’assegno sia ancora disponibile.

Il servizio di assistenza alla ricollocazione prevede: l’affiancamento di un tutor al beneficiario del RdC, il programma di ricerca intensiva della nuova occupazione, lo svolgimento per il beneficiario di RdC delle attività individuate dal tutor, l’onere per il beneficiario di accettare l’offerta di lavoro congrua, l’obbligo di comunicare all’ANPAL il rifiuto ingiustificato, la sospensione del servizio nel caso di assunzione in prova.

Se l’assegno di ricollocazione è utilizzato presso un’Agenzia per il Lavoro, questa deve darne immediata comunicazione al centro per l'impiego con cui è stato stipulato il Patto per il Lavoro.

L’ammontare dell’assegno di ricollocazione può variare da 250 a 5.000 euro e il suo finanziamento è comunque coperto per intero da somme già stanziate.

Reddito di Cittadinanza e Pensione di Cittadinanza – distribuzione

Posizione prime 6 regioni per numeri assoluti di nuclei beneficiari
1 Campania
2 Sicilia
3 Lazio
4 Lombardia
5 Puglia
6 Piemonte

percentuali nuclei beneficiari
Centro - Nord 47%
Sud - Isole 53%

n. Componenti Nuclei Beneficiari in
Percentuale
1 27%
2 18%
3 23%
4 21%
5 16%

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