Principio di Pareto

Il principio di Pareto, che prende il nome dall'economista Vilfredo Pareto, specifica che l'80 percento delle conseguenze proviene dal 20 percento delle cause o da una relazione disuguale tra input e output. Questo principio serve come un promemoria generale che la relazione tra input e output non è bilanciata.
Il principio di Pareto è anche noto come regola Pareto o regola 80/20.
L'osservazione originale del principio di Pareto era legata al rapporto tra ricchezza e popolazione. Pareto, studiando l'economia inglese, si rese conto che circa l'80% della ricchezza del Paese risiedeva nella mani (e quindi nel lavoro) di un 20% della popolazione e scoprì che questa proporzione è valida e applicabile a molto altri ambiti della vita umana: dallo studio, alle relazioni alla gestione del tempo.
Per la maggior parte, il principio di Pareto è un'osservazione che le cose nella vita non sono sempre distribuite in modo uniforme. Ad esempio, gli sforzi del 20 percento del personale di un'azienda potrebbero generare l'80 percento dei profitti dell'azienda. In termini di gestione personale del tempo, l'80 percento della produzione correlata al lavoro potrebbe provenire solo dal 20 percento delle ore di lavoro. Nel caso di Pareto, ha usato la regola per spiegare come l'80% della ricchezza sia controllata dal 20% della popolazione del paese.
C'è una ragione pratica per applicare il principio di Pareto. Ad esempio, se il 20 percento dei tuoi clienti sta portando l'80 percento delle tue vendite, potresti concentrarti su quei clienti e premiarli per la loro fedeltà.
Il principio di Pareto può essere applicato in una vasta gamma di settori come produzione, gestione e risorse umane. È stato adottato da una varietà di programmi di coaching e gestione delle relazioni con i clienti (CRM). Un business di consulenza finanziaria usa comunemente il principio di Pareto per aiutare a gestire i propri clienti. L'attività dipende dalla capacità dell'advisor di fornire un eccellente servizio clienti, poiché le sue commissioni si basano sulla soddisfazione dei propri clienti. Tuttavia, non tutti i clienti forniscono la stessa quantità di reddito al consulente. Se una pratica di consulenza ha 100 clienti, secondo il principio di Pareto, l'80 percento delle entrate del consulente finanziario dovrebbe provenire dai primi 20 clienti. Questi 20 clienti hanno la più alta quantità di beni e le più alte commissioni addebitate.
Il principio di Pareto può anche essere applicato a livello personale. La gestione del tempo è l'uso più comune per il principio di Pareto, poiché la maggior parte delle persone tende a distribuire il proprio tempo piuttosto che concentrarsi sui compiti più importanti.
Mentre la divisione 80/20 è vera per l'osservazione di Pareto, ciò non significa necessariamente che debba sempre essere uguale a 100. Ad esempio, il 30% della forza lavoro (o 30 lavoratori su 100) può completare solo il 60% dell'output. I restanti lavoratori potrebbero non essere altrettanto produttivi o potrebbero semplicemente rallentare il lavoro. Questo ribadisce ulteriormente che il principio di Pareto è semplicemente un'osservazione e non necessariamente una legge.
Nonostante la veridicità della sua scoperta Pareto riuscì tuttavia ad entusiasmare solo pochi colleghi economisti e il suo principio finì sepolto sotto un fumoso linguaggio accademico.
L'idea di Pareto cominciò ad essere nota quando Joseph Moses Juran, il padre della moderna gestione della qualità, ridefinì il principio "la regola dei pochi elementi essenziali".
Questo principio si diffuse ampiamente in Giappone che tra il 1957 e il 1989 crebbe più rapidamente di qualsiasi altra economia industriale.
Negli Usa e in Europa, il principio di Pareto divenne nel corso degli anni ’60 ampiamente conosciuto come la "regola del 80/20" e si diffuse tantissimo.
I successivi studi ed approfondimenti hanno verificato la veridicità empirica di questa legge in economia, nel business e nelle scienze interdisciplinari.
Nel 1963 l'IBM scoprì che circa l'80% del tempo di funzionamento del computer veniva speso per eseguire meno del 20% del suo codice operativo.
Gli ingegneri dell’IBM riscrissero il codice per rendere quel 20% più accessibile e facile da usare da parte degli utenti, conquistandosi così, la leadership del mercato.
La cosa più interessante rimane comunque il fatto che il principio è applicabile praticamente a quasi tutti gli altri aspetti della nostra esistenza: dal lavoro, alle relazioni, al raggiungimento degli obiettivi, alla gestione del tempo.
Il punto centrale è che il mondo non è descrivibile sulla base di un rapporto 50/50, sforzo e ricompensa non sono correlati in maniera lineare.
Il segreto è imparare ad individuare e concentrarsi su quei pochi elementi davvero funzionanti per ciascuno di noi, e lasciare perdere tutto ciò che è superficiale e inutile.
Per applicare il Principio di Pareto devi cambiare il tuo modo di pensare; non ragionare più in termini di "equilibrio" cioè con un rapporto 50/50, ma in termini di "squilibrio" 80/20.
Il segreto è sviluppare la capacità di concentrarsi sull’essenziale e lasciar perdere tutto ciò che non conta e non produce risultati.
Questo principio è applicabile ad ogni ambito della nostra vita: lo studio, il lavoro, le relazioni e perfino la salute e la forma fisica.

1 Concentrati nel lavoro che sai fare bene
"Il lavoro migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio", diceva Jean-Paul Sartre.
Nel nostro lavoro siamo abituati a pensare che ogni aspetto sia importante, invece il segreto per cominciare ad operare cambiamenti sta proprio nella capacità di ragionare distinguendo le attività di qualità da quelle che non lo sono.
Tutto sta nel dire no a molte attività abitudinarie ma dispersive e poco produttive, nella capacità di rinnovarsi e convincersi che da poche azioni nuove e strategiche possano derivare risultati concreti.
Insomma, non è sempre e solo il duro lavoro a portare i risultati, ma anche un nuovo atteggiamento mentale.
Ecco alcuni consigli pratici per applicare il principio di Pareto alla tua sfera professionale: occorre concentrarsi su ciò che sai fare bene e accettare i propri limiti.
Nel tuo lavoro non puoi occuparti personalmente di ogni aspetto, anche se fare tutto in prima persona ti fa sentire più sicuro.
Per quanto tu possa sforzarti, non avrai mai sufficiente tempo e forza di volontà per fare tutto.
Ognuno di noi è maggiormente predisposto a svolgere delle attività piuttosto che altre, concentrati su quelle cose che sai fare bene, che ti riescono senza eccessivo sforzo.
Se c’è qualcosa che non ti riesce facilmente, e sai benissimo che ti richiederà tantissimo tempo e sforzi con risultati miseri, metti da parte l’orgoglio, chiedi aiuto e delega quell’attività.
Accetta una buona volta di fidarti degli altri, affida dei compiti alle persone di cui hai fiducia.
Riuscirai ad avere più tempo da dedicare a quelle attività in cui sei davvero bravo ottenendo migliori risultati e meno stress!
Prima di buttarti a capofitto sul lavoro, con l’ansia di fare tutto, chiediti: quali attività mi piacciono davvero? Quali posso eliminare o delegare ?

2 Evita il sovraccarico di informazioni
Non pensare di poter sapere tutto: l'80% delle informazioni utili sono contenute nel 20% delle pagine.
Scegli le tue fonti di informazione in maniera accurata e ignora il resto.

3 80% di pianificazione e 20% di azione
Programma il tuo lavoro, pianifica le fasi e quando hai definito tutto sulla carta o nella mente, passa all’azione.
Se non hai un programma chiaro e definito da seguire, rischi di perderti per strada, senza mai arrivare a destinazione, sprecando carburante, ossia tempo, sforzi ed energia.
Una pianificazione precisa e dettagliata sarà come avere un navigatore satellitare che ti aiuterà ad arrivare a destinazione.

4 Il 20% dei tuoi rapporti umani ti da' l'80% della soddisfazione
L’80% del valore delle nostre relazioni deriva dal 20% delle relazioni stesse.
Troppo spesso dedichiamo del tempo anche a persone con cui non abbiamo nulla da condividere solo per carineria o per educazione.
Non sarebbe meglio dedicare quel tempo alle persone che veramente ci sono care e con le quali c’è uno scambio profondo e reale?
Sai che è impossibile per una persona avere relazioni profonde e sincere con una massa troppo estesa di persone?
Esatto, è inevitabile, nella tua vita saranno poche le persone su cui riuscirai a condividere davvero le cose che ti stanno più a cuore e quelle saranno le tue vere amicizie.
Tutti gli altri rapporti saranno per forza superficiali.
In altre parole il principio 80/20 applicato alle relazioni prevede che poche relazioni sociali, ma vere e autentiche, sono molto meglio di tante ma superficiali.
Lo stesso Abraham Maslow, padre fondatore della psicologia umanistica, nel suo volume "Motivazione e personalità" descrive gli individui autorealizzati come persone che hanno legami particolarmente profondi con un numero di persone relativamente piccolo.
Insomma, meglio pochi amici ma buoni!

5 Il 20% delle abitudini porta all'80% dei risultati
Adottare appena il 20% di sane abitudini può portare enormi cambiamenti alla tua salute e anche alla tua linea.
Vuoi assolutamente sapere quali sono queste poche abitudini che possono farti stare bene?
Le sai benissimo, ormai le sanno tutti, ma pochi le mettono in pratica.
Sono quelle che senti ripetere dai medici, che leggi negli articoli di giornale o nei blog e che ascolti alle trasmissioni televisive: bere molta acqua; non saltare la colazione e fare una colazione sana e nutriente; consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno; preferire i cereali integrali a quelli raffinati; evitare lo zucchero bianco; limitare il consumo di grassi animali e i latticini.
Queste piccole buone abitudini, possono regalarti l’80% del tuo benessere e della tua forma fisica.

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