Il Consiglio dell'Ordine non può rifiutare la domanda di iscrizione nell'elenco degli avvocati comunitari.
Il soggetto munito di titolo professionale di altro Paese membro, equivalente a quello di avvocato, che voglia esercitare stabilmente la propria attività in Italia, può, innanzitutto, chiedere al Ministero della Giustizia italiano l'immediato riconoscimento del titolo di avvocato con iscrizione al relativo Albo. Quest'ultimo, previo parere di un'apposita Conferenza di Servizi, stabilisce, con decreto, la c.d. prova attitudinale che deve sostenere il soggetto al fine di compensare le diversità di formazione rispetto a quanto previsto dalla legge italiana.
In alternativa, avvalendosi del procedimento di "stabilimento/integrazione" previsto dalla direttiva 98/5/Ce, attuata dal d.lgs. 96/2001, il soggetto munito di equivalente titolo professionale di un altro Paese membro può chiedere l'iscrizione nella Sezione speciale dell'Albo italiano del foro nel quale intende eleggere domicilio professionale in Italia, utilizzando il proprio titolo d'origine (ad es., quello, spagnolo, di "abogado") e, al termine di un periodo di tre anni di effettiva attività in Italia (d'intesa con un legale iscritto nell'Albo italiano), può chiedere di essere "integrato" con il titolo di avvocato italiano e l'iscrizione all'Albo ordinario, dimostrando al Consiglio dell’ Ordine effettività e dell' attività svolta in Italia come professionista comunitario stabilito.
E' quanto hanno affermato le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza 22 dicembre 2011, n. 28340, essendo del tutto irrilevante la differenza, tra Italia e Spagna, della normativa per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, e la circostanza che il richiedente non abbia dimostrato il conseguimento, in Spagna, di un particolare titolo abilitante né di specifica esperienza professionale.
Sezioni Unite della Corte di Cassazione, sentenza 22 dicembre 2011, n. 28340
giovedì 29 dicembre 2011
Abogado=Avvocato?
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avvocati
mercoledì 28 dicembre 2011
Sindaci, revisori e amministratori non sono soggetti ad Irap
Non sono assoggettati all'imposta regionale i redditi derivanti dagli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società.
Cassazione sentenza 27983, depositata il 21 dicembre 2011
Cassazione sentenza 27983, depositata il 21 dicembre 2011
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irap e professionisti
Portare in detrazione, quali spese mediche, gli importi risultanti da fatture false, apparentemente emesse da cliniche private, integra il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti
Portare in detrazione, quali spese mediche, gli importi risultanti da fatture false, apparentemente emesse da cliniche private, integra il reato di “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti” (articolo 2, Dlgs 74/2000) e non invece la più blanda contestazione di “dichiarazione infedele” (articolo 4 dello stesso decreto legislativo).
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sanzioni tributarie
Contratto di rete
La grande duttilità dell'istituto consente di plasmare attorno alle esigenze concrete il contenuto del contratto, esaltandone lo scopo promozionale.
Il contratto di rete è regolato dall’art. 3 comma 4-ter della L. n. 33 del 2009, successivamente modificata con la L. n. 99 del 2009, in un testo che si riferisce genericamente a “Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi, nonché disposizioni in materia lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario”, e ulteriormente innovata dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 (c.d. Manovra correttiva).
Il contratto di rete è regolato dall’art. 3 comma 4-ter della L. n. 33 del 2009, successivamente modificata con la L. n. 99 del 2009, in un testo che si riferisce genericamente a “Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi, nonché disposizioni in materia lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario”, e ulteriormente innovata dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 (c.d. Manovra correttiva).
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diritto tributario
Le novità in tema di imposta di bollo
Dal 1° gennaio 2012 cambiano nuovamente le disposizioni in materia di imposta di bollo sugli strumenti e sui prodotti finanziari che adesso risultano tassati a prescindere dall'esistenza di un obbligo di deposito presso una banca. L'art. 19, comma 1, del decreto Monti ha sostituito integralmente il comma 2-ter dell'art. 13 della Tariffa, parte I, allegata al D.P.R. n. 642/1972 che, nella nuova formulazione, prevede l'assoggettamento ad imposta di bollo delle comunicazioni alla clientela relative ai prodotti ed agli strumenti finanziari, anche qualora non sussista in relazione agli stessi un obbligo di deposito in custodia ed amministrazione.
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imposta di bollo
martedì 27 dicembre 2011
Condono valido solo con i pagamenti in ordine
L’irregolare versamento delle somme dovute a fronte della sanatoria prevista dall’articolo 9-bis della legge 289/2002 (definizione degli omessi o ritardati versamenti) determina il mancato perfezionamento della definizione e la conseguente inefficacia del condono.
Corte di cassazione sentenza n. 26908 del 14 dicembre 2011
Corte di cassazione sentenza n. 26908 del 14 dicembre 2011
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condono
La spedizione dei Mille vista da un economista
GARIBALDI E I MILLE? UN INVESTIMENTO
di Luciano Canova 27.12.2011 in lavoce.info
La spedizione dei Mille è stato uno degli eventi cruciali per l'unificazione d'Italia. Ai tempi non c’era internet ma il telegrafo, Parigi era la Borsa di riferimento e i prestiti erano erogati dalle grandi famiglie dei banchieri e non dall'Fmi. Eppure mercati finanziari e debito pubblico ebbero un ruolo nello sgretolamento del regno borbonico e nel successo dei garibaldini. E, col senno di poi, è un po' come se Garibaldi avesse detto “obbedisco!” non solo al re Vittorio Emanuele, ma anche ai Rothschild.
Studiando la serie storica delle quotazioni del debito pubblico borbonico, durante il 1860, è possibile rispondere a una domanda assai interessante, anche per i suoi riflessi attuali: i mercati finanziari dell’epoca avevano scontato la spedizione dei Mille?
di Luciano Canova 27.12.2011 in lavoce.info
La spedizione dei Mille è stato uno degli eventi cruciali per l'unificazione d'Italia. Ai tempi non c’era internet ma il telegrafo, Parigi era la Borsa di riferimento e i prestiti erano erogati dalle grandi famiglie dei banchieri e non dall'Fmi. Eppure mercati finanziari e debito pubblico ebbero un ruolo nello sgretolamento del regno borbonico e nel successo dei garibaldini. E, col senno di poi, è un po' come se Garibaldi avesse detto “obbedisco!” non solo al re Vittorio Emanuele, ma anche ai Rothschild.
Studiando la serie storica delle quotazioni del debito pubblico borbonico, durante il 1860, è possibile rispondere a una domanda assai interessante, anche per i suoi riflessi attuali: i mercati finanziari dell’epoca avevano scontato la spedizione dei Mille?
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le idee
venerdì 23 dicembre 2011
La spesa
La strada maestra è operare una riduzione strutturale della spesa corrente primaria, indicata nel quadro a legislazione vigente in aumento dal 47,4% del Pil nel 2011 al 48,1% del prossimo anno, mentre per quel che riguarda il totale delle spese finali si oscilla nei dintorni del 50,4% del Pil.
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le idee
Testo completo della manovra comprendente le modificazioni approvate in sede di conversione, Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici
Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici, testo completo della manovra comprendente le modificazioni approvate in sede di conversione
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Governo Monti,
tweets
Ne lites fiant immortales ovvero la risposta di Giustiniano alla insostenibile lunghezza dei processi
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le idee
giovedì 22 dicembre 2011
Utilizzo del cellulare di servizio e di internet da parte del pubblico impiegato
E' lecito per i dipendenti pubblici l'utilizzo del cellulare di servizio e dello stesso "internet", per scopi privati, se le relative spese risultano modeste, ovvero arrecanti una lesione irrisoria all'integrità patrimoniale della amministrazione pubblica di appartenenza.
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pubblico impiego
Violazione delle norme del codice della strada ed omicidio colposo
La violazione delle norme del Codice della Strada per cui sia prevista sanzione amministrativa può comportare gravissime responsabilità anche sul piano penale: risponde di omicidio colposo l’automobilista che, sostando in doppia fila con lo sportello anteriore semi aperto, abbia causato la morte di un motociclista.
Cassazione penale Sentenza, Sez. III, 01/12/2010, n. 42498
Cassazione penale Sentenza, Sez. III, 01/12/2010, n. 42498
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diritto penale
Italia=Nutella
Nutella vince la crisi dei mercati e impone un prodotto del made in Italy nel mondo. Ferrero Spa ha chiuso il bilancio 2010/11 con un crescita dei ricavi del 7% a 2,502 miliardi, in netta controtendenza rispetto al mercato.
mercoledì 21 dicembre 2011
Manovra Monti, l'esproprio della casa e delle pensioni, intervista al TGR
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le idee
Prospect theory, ovvero dell'irrazionalità sistematica nelle scelte economiche
Non mi piace dover ricordare ovvietà, ma pare che le persone se le dimenticano. Sento in questi giorni ancora una volta parlare di quelle che sarebbero le decisioni giuste da prendere in questo momento, senza considerare che le decisioni giuste sono le uniche che certamente non vengono prese.
Si chiama prospect theory e non l'ho inventata io.
Si chiama prospect theory e non l'ho inventata io.
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le idee
Anche le spese di rappresentanza devono essere congrue ed inerenti
La deducibilità delle spese di rappresentanza non prescinde dalla prova di congruità delle stesse e della loro inerenza rispetto ai ricavi indicati in bilancio; la prova della congruità e dell’inerenza di tali spese spetta in ogni caso al contribuente e non all’Amministrazione finanziaria (nella fattispecie, i giudici di legittimità hanno cassato la sentenza emessa dai giudici della CTR Lazio, che aveva disconosciuto la legittimità delle riprese effettuate dall’Amministrazione finanziaria nei confronti di una S.r.l che aveva dedotto in bilancio spese per sponsorizzazioni effettuate non per promuovere la propria immagine, bensì quella di una società sua cliente, in adempimento di un contratto).
(Sentenza Cassazione civile 16/11/2011, n. 24065)
(Sentenza Cassazione civile 16/11/2011, n. 24065)
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ires
E' ammessa la detrazione dell'iva versata
È ammessa la detrazione dell’IVA anche nel caso in cui le fatture non siano state rinvenute, ma l’imposta sia stata di fatto versata. È questa la conclusione espressa dalla Suprema Corte nella sentenza n. 24912 del 25 novembre scorso, nel rigettare il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate contro alla decisione dei giudici di seconde cure.
(Cassazione penale Sentenza 25/10/2011, n. 38538)
(Cassazione penale Sentenza 25/10/2011, n. 38538)
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iva
martedì 20 dicembre 2011
Produrremo da soli la nostra energia
I progressi nelle tecnologie per le energie rinnovabili permetteranno a ciascuno di raccogliere l'energia cinetica che oggi si disperde perché contribuisca a tenere accese case, uffici e città. L'idea è che tanti piccoli dispositivi sapranno recuperare l'energia prodotta da una bici, facendo jogging, quella dell'acqua che scorre nei tubi. Avremo attorno a noi tanti microgeneratori collegati in rete accanto a (ma non al posto di) grandi generatori tradizionali.
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le idee
Intervento su Imu e pensioni riportato dalla stampa
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le idee
False spese mediche in dichiarazione e conseguenze penali
Portare in detrazione come spese mediche fatture false, apparentemente emesse da cliniche private, integra il reato di «dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti» (l'articolo 2 del Dlgs 74/2000) e non invece la più blanda contestazione di «dichiarazione infedele» (articolo 4 dello stesso decreto).
Corte di Cassazione (terza sezione penale, sentenza 46785/11 depositata il 19 dicembre 2011)
Corte di Cassazione (terza sezione penale, sentenza 46785/11 depositata il 19 dicembre 2011)
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diritto penale,
sanzioni tributarie
Successione abusiva nei contratti a tempo determinato
L’avvocato del lavoro potrà trovare interessante la sentenza del 16 giugno del Tribunale di Napoli, che esamina l’art. 5, co. 4-bis, D. Lgs. n. 368/2001 nonché le ipotesi di successione abusiva di rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati tra le parti.
Ebbene, nel caso di specie, la sentenza ha dichiarato sussistente tra una dipendente precaria appartenente al personale ATA ed il Ministero convenuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, condannando altresì il Ministero al risarcimento del danno patito dalla dipendente (commisurato ad 8 mensilità della retribuzione globale di fatto) ai sensi dell’art. 30, co. 5, L. n. 183/2010 (c.d. Collegato Lavoro). Detta sentenza ci mostra l’applicazione del tanto controverso collegato lavoro, ma segna anche un punto a favore del lavoratore, portando a galla il fenomeno della successione di contratti a tempo determinato l’uno di seguito all’altro, che nascondono abusi della normativa vigente e mascherano di fatto un rapporto di lavoro subordinato caratterizzato da continuità e da soggezione alle direttive e alla sorveglianza del datore di lavoro, come in un qualsiasi contratto a tempo indeterminato.
A cura di www.studiomartelli.it
Ebbene, nel caso di specie, la sentenza ha dichiarato sussistente tra una dipendente precaria appartenente al personale ATA ed il Ministero convenuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, condannando altresì il Ministero al risarcimento del danno patito dalla dipendente (commisurato ad 8 mensilità della retribuzione globale di fatto) ai sensi dell’art. 30, co. 5, L. n. 183/2010 (c.d. Collegato Lavoro). Detta sentenza ci mostra l’applicazione del tanto controverso collegato lavoro, ma segna anche un punto a favore del lavoratore, portando a galla il fenomeno della successione di contratti a tempo determinato l’uno di seguito all’altro, che nascondono abusi della normativa vigente e mascherano di fatto un rapporto di lavoro subordinato caratterizzato da continuità e da soggezione alle direttive e alla sorveglianza del datore di lavoro, come in un qualsiasi contratto a tempo indeterminato.
A cura di www.studiomartelli.it
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diritto del lavoro
lunedì 19 dicembre 2011
Nomina sunt res
Nella Manovra Monti si parla Imposta municipale propria (Imp) che deve anticipare l'Imposta municipale unica (Imu).
Perché usare due nomi diversi per indicare la stessa cosa? Vuoi vedere che non sono la stessa cosa ma si aggiungono l'una all'altra?
Perché usare due nomi diversi per indicare la stessa cosa? Vuoi vedere che non sono la stessa cosa ma si aggiungono l'una all'altra?
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le idee
sabato 17 dicembre 2011
Indagini finanziarie e prova
L’utilizzo delle movimentazioni bancarie, ai sensi dell’art. 51, comma 2, n. 2, del Dpr n. 633 del 1972 e dell’art. 32, primo comma, n. 7) del Dpr n. 600 del 1973, costituisce una presunzione legale relativa e non una presunzione semplice. Pertanto, ricorrendo i presupposti indicati dalla norma, vale a dire la riferibilità delle movimentazioni bancarie al contribuente, spetta a quest’ultimo l’onere della prova contraria, dando dimostrazione che gli elementi desumibili dalla documentazione bancaria non sono riferibili ad operazioni imponibili. La prova contraria investe tutti i versamenti e prelevamenti oggetto di contestazione e può essere fornita anche attraverso presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti e tali da prevalere sulla suddetta presunzione legale.
Sentenza n. 25502 del 30 novembre 2011 (udienza 20 settembre 2011)
Cassazione civile, sezione V - Pres. Pivetti - Est. Di Iasi
Sentenza n. 25502 del 30 novembre 2011 (udienza 20 settembre 2011)
Cassazione civile, sezione V - Pres. Pivetti - Est. Di Iasi
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indagini finanziarie
venerdì 16 dicembre 2011
Rimborsi iva
di Paolo Centore (Il Sole 24 ore) La soluzione del conflitto temporale sui rimborsi Iva, offerta dalla Corte di giustizia con la sentenza C-427/10 (si veda l'articolo qui sopra), propone due distinte riflessioni riguardanti, la prima, il modo di intervento sulla norma nazionale utilizzato dai giudici comunitari, e l'altra, gli effetti che l'intervento produce nella legislazione nazionale.
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iva
Italia, paese di santi, navigatori, poeti e ... scienziati delle finanze
Per dirla diversamente, l’Italia è il paese con 60 milioni di commissari tecnici e 60 milioni di scienziati delle finanze.
Non voglio dire che non sia circostanza commendevole quella di avere tanti preparati, scrupolosi e professionali scienziati, ma l’attenzione che si ha sul lato delle entrate non è commisurata a quella che si dovrebbe avere per il versante delle uscite.
Non voglio dire che non sia circostanza commendevole quella di avere tanti preparati, scrupolosi e professionali scienziati, ma l’attenzione che si ha sul lato delle entrate non è commisurata a quella che si dovrebbe avere per il versante delle uscite.
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le idee
mercoledì 14 dicembre 2011
Cut and paste culture e condivisione dei saperi
La decisione fissa le condizioni per il riutilizzo dei documenti detenuti dalla Commissione o per suo conto dall’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea (Ufficio delle pubblicazioni), al fine di facilitare un riutilizzo più ampio delle informazioni, di migliorare l’immagine di apertura della Commissione e di evitare oneri amministrativi inutili per coloro che riutilizzano le informazioni e per i servizi della Commissione.
Decisione Commissione UE 12/12/2011, n. 833
Decisione Commissione UE 12/12/2011, n. 833
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le idee
Ufficio competente per l'istanza di rimborso
La competenza a trattare le istanze di rimborso ex art. 38, D.P.R. n. 602/1973 spetta all’ufficio locale territorialmente competente sulla base del domicilio fiscale del contribuente al momento della presentazione dell’istanza stessa.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 13/12/2011, n. 123/E)
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 13/12/2011, n. 123/E)
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rimborso
Totalizzazione
Totalizzazione a maglie larghe; infatti, per accedere a tale istituto, non sarà più necessario il limite minimo di tre anni di contribuzione in ogni singola gestione, si potranno totalizzare tutti i contributi versati nelle varie gestioni senza alcun limite temporale contributivo. In maniera specifica, la novità è contenuta nell’art. 24, comma 19 del decreto legge 201/2011, la cd Manovra Monti.
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pensioni
Lo scandalo non è che lo Stato abbia salvato le banche ma che non abbia fatto lo stesso per la gente (Paul Krugman)
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le idee
Regioni intermedie
(AGI) - Cagliari, 13 dic. - "L'introduzione della categoria delle Regioni intermedie, consentirebbe alla Sardegna di ottenere un trattamento piu' equo ed in linea con il nostro livello di sviluppo economico". Cosi' il presidente Cappellacci, giunto a Bruxelles per il Bureau del Comitato delle Regioni dell'Unione Europea, ha ribadito la posizione della Giunta. "E' una posizione - ha aggiunto Cappellacci - che stiamo sostenendo su tutti i livelli istituzionali e in modo particolare nel corso del confronto con il Governo nazionale.
Stiamo consolidando un'iniziativa comune e condivisa con le altre Regioni italiane interessate (Molise, Basilicata e Abruzzo). Questa nostro orientamento - ha evidenziato Cappellacci - e' altresi' parte integrante del documento politico unitario elaborato in sede di Conferenza Stato-Regioni che sara' presentato alla Commissione Europea".
Stiamo consolidando un'iniziativa comune e condivisa con le altre Regioni italiane interessate (Molise, Basilicata e Abruzzo). Questa nostro orientamento - ha evidenziato Cappellacci - e' altresi' parte integrante del documento politico unitario elaborato in sede di Conferenza Stato-Regioni che sara' presentato alla Commissione Europea".
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Bosone
Non l'hanno ancora trovato, tutti raccomandano molta prudenza e tanto studio, ma i segnali della sua esistenza sembrano essere, questa volta, sicuri e soprattutto è più chiaro dove cercarlo. Lui è il bosone di Higgs, l'elusiva particella elementare sfuggita negli ultimi cinquant'anni a tutte le ricerche, che sembra dover giocare invece un ruolo fondamentale nella costruzione ed evoluzione della materia e dell'universo stesso.
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martedì 13 dicembre 2011
Ci vuole troppa disciplina per percorrere la strada dell'indisciplina
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le idee
Premesse in tema di evasione fiscale
Qualcuno mi ha tanto autorevolmente quanto provocatoriamente chiesto di conoscere l'evasore che, guardando la spesa pubblica, decide di non evadere più.
Prima d’ogni cosa, è singolare che questo venga detto a me che sono solito ripetere che gli sprechi del nostro Stato sono la nostra ricchezza, la nostra riserva, lo strato adiposo necessario per affrontare una marcia nel deserto; che se siamo in grado di far funzionare il nostro Paese pur con tutti questi sprechi, figuriamoci come saremmo ricchi utilizzando al meglio le nostre risorse.
Ma non era questo che volevo dire. Piuttosto, mi dà il destro per condividere alcune altre riflessioni già tenute.
Alcuni giorni fa non ho voluto pubblicare l’ennesimo post sull’evasione. In questo momento potrebbe essere utile:
Prima d’ogni cosa, è singolare che questo venga detto a me che sono solito ripetere che gli sprechi del nostro Stato sono la nostra ricchezza, la nostra riserva, lo strato adiposo necessario per affrontare una marcia nel deserto; che se siamo in grado di far funzionare il nostro Paese pur con tutti questi sprechi, figuriamoci come saremmo ricchi utilizzando al meglio le nostre risorse.
Ma non era questo che volevo dire. Piuttosto, mi dà il destro per condividere alcune altre riflessioni già tenute.
Alcuni giorni fa non ho voluto pubblicare l’ennesimo post sull’evasione. In questo momento potrebbe essere utile:
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le idee
L'evasione fiscale non si può sconfiggere se non si migliora la qualità della spesa pubblica
http://tg24.sky.it/tag/tg24/tg24_1.html (in basso a destra, nel riquadro "I video di sky tg24", clicca "Evasione fiscale, delucidazioni tecniche").
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le idee
Avvocato e lucro cessante
Se a causa di un incidente stradale l'avvocato rimane bloccato per un mese non ha diritto al risarcimento per i potenziali mancati guadagni.
Corte di Cassazione, sentenza 14 novembre 2011, n. 23761.
Corte di Cassazione, sentenza 14 novembre 2011, n. 23761.
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avvocati
lunedì 12 dicembre 2011
Il doppio esproprio della Manovra economica del Governo Monti
A S.E. il Prefetto di
Isernia
Oggetto: Il doppio esproprio della Manovra economica del Governo Monti.
Eccellentissimo Signor Prefetto,
a nome delle lavoratrici e dei lavoratori della UGL e nella convinzione di rappresentare le istanze di tutti gli italiani, mi rivolgo a Lei al fine di sollecitare un Suo provvido intervento sulle problematiche sociali che comporterebbe l’approvazione della Manovra economica oggi all’esame del Parlamento.
Non voglio ripetere parole già sentite riecheggiare in questi giorni, ma non posso restare in silenzio di fronte al doppio esproprio di diritti e risorse che gli italiani stanno vivendo: da un lato, l’esproprio dei contributi previdenziali e, quindi, delle pensioni, dall’altro, l’esproprio delle case di abitazione.
Sono perfettamente consapevole della gravità del momento. È fuor di dubbio che lo Stato doveva intervenire a fronte della crisi in atto, ma tale intimo convincimento non può mutare il giudizio complessivo sulla Manovra che è e resta profondamente iniqua, volta ad incidere su diritti quesiti e già gravemente intaccati dalle ultime vicende economiche ed oggi ulteriormente oggetto di disinvolti tagli senza che nulla di analogo sia avvenuto nei confronti di posizioni privilegiate pur presenti nel nostro Paese e ben resistenti alla crisi.
Cento sarebbero le ragioni che potrei enumerare e che si pongono in contrasto con gli interessi delle fasce deboli e che meriterebbero un più vasto approfondimento. Mi limito a riportare che con la Manovra si è inteso sferrare un altro duro colpo a coloro che hanno già pagato il prezzo più alto.
Due appaiono gli interventi più odiosi: sulle pensioni e sulla casa.
L’intervento sulle pensioni è fuori da ogni logica economica che non sia quella di reperire ulteriori risorse e destinarle ad altri fini, come dimostra il fatto che – a seguito dei ripetuti provvedimenti degli ultimi anni – il bilancio previdenziale dell’Inps è già in attivo.
Allora, l’allungamento forzoso dell’età pensionabile disvela l’esproprio dei contributi versati da parte dei lavoratori, che non sono più nella disponibilità degli stessi e che – è ormai palese – sono usati dal Governo come fondi ai quali attingere alla bisogna.
Se, quindi, già per il passato (a causa di una dissennata politica pensionistica) si è dovuto assistere allo sfregio per cui i contributi versati dai singoli lavoratori, che non sono andati ad incrementare (se non figurativamente) la posizione contributiva di ognuno, quanto piuttosto destinati al pagamento delle pensioni di chi era già tale; oggi, ad ulteriore detrimento delle già labili posizioni dei lavoratori, siamo chiamati a guardare l’ultimo scempio, per cui i contributi versati dai lavoratori prendono tutte le vie, tranne che quella di garantire il loro pensionamento, ma vanno (in modo tanto surrettizio quanto subdolo) ad incrementare i plafond del Governo, che negli ultimi anni non ha dato modo far vedere di non sapersi saziare.
Con questa manovra si getta la maschera e si afferma che i contributi previdenziali sono una imposta proporzionale sul reddito dei lavoratori dipendenti, le uniche mucche da mungere da un secolo a questa parte, visto che esse garantiscono la maggior parte del gettito irpef (evidentemente, perché più ricchi …), tradendo ancora una volta lo spirito dell’articolo 53 della Costituzione che vuole che tutti siano tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva e che il sistema tributario sia informato a criteri di progressività.
Analoghe considerazioni sono spendibili pure per gli interventi sulla casa. Pure a tale riguardo la moltiplicazione dei valori catastali ai fini dell’applicazione dell’IMU (fino a ieri denominata ICI) apporta un nuovo pesante fardello sulla schiena dei ceti medio bassi.
Nessuno si azzardi a definire questo un provvedimento in sintonia con il comune sentire degli italiani, i quali hanno mostrato di apprezzare l’idea dell’introduzione di una imposta patrimoniale.
Senza rovistare nelle pieghe del provvedimento, è fin troppo evidente che – per come è congegnata tale imposta – essa è atta unicamente a colpire in modo soverchio la classe media di questo Paese. Questa, infatti, è un’imposta speciale ossia si sostanzia su di un unico cespite (gli immobili), che rappresenta tra il 50 ed il 100% del patrimonio delle classi medie e una misura risibile del patrimonio delle classi agiate, che hanno, invece, il loro beni diffusi nei valori mobiliari, rimasti indenni dalla scure del Fisco.
Sulle case il Governo si avventa con aliquote combinate tanto alte da non poter scongiurare una lenta erosione del valore del bene fino a configurare uno strisciante esproprio del bene stesso, nel momento in cui l’imposta diventa troppo gravosa per poter essere pagata con gli esigui redditi del proprietario.
Di fronte a tanto, urge un cambiamento di rotta, verso una nuova politica del lavoro che non agevoli il precariato, che sappia coniugare il rigore con la solidarietà, che distribuisca equamente i pesi e che finalmente riduca la spesa improduttiva.
Confido in un suo pronto e fattivo intervento, perché si faccia latore di questi auspici nei confronti del nostro Governo.
Per il bene ed il futuro dell’Italia!
IL SEGRETARIO UTL ISERNIA
Domenico Riccio
Isernia
Oggetto: Il doppio esproprio della Manovra economica del Governo Monti.
Eccellentissimo Signor Prefetto,
a nome delle lavoratrici e dei lavoratori della UGL e nella convinzione di rappresentare le istanze di tutti gli italiani, mi rivolgo a Lei al fine di sollecitare un Suo provvido intervento sulle problematiche sociali che comporterebbe l’approvazione della Manovra economica oggi all’esame del Parlamento.
Non voglio ripetere parole già sentite riecheggiare in questi giorni, ma non posso restare in silenzio di fronte al doppio esproprio di diritti e risorse che gli italiani stanno vivendo: da un lato, l’esproprio dei contributi previdenziali e, quindi, delle pensioni, dall’altro, l’esproprio delle case di abitazione.
Sono perfettamente consapevole della gravità del momento. È fuor di dubbio che lo Stato doveva intervenire a fronte della crisi in atto, ma tale intimo convincimento non può mutare il giudizio complessivo sulla Manovra che è e resta profondamente iniqua, volta ad incidere su diritti quesiti e già gravemente intaccati dalle ultime vicende economiche ed oggi ulteriormente oggetto di disinvolti tagli senza che nulla di analogo sia avvenuto nei confronti di posizioni privilegiate pur presenti nel nostro Paese e ben resistenti alla crisi.
Cento sarebbero le ragioni che potrei enumerare e che si pongono in contrasto con gli interessi delle fasce deboli e che meriterebbero un più vasto approfondimento. Mi limito a riportare che con la Manovra si è inteso sferrare un altro duro colpo a coloro che hanno già pagato il prezzo più alto.
Due appaiono gli interventi più odiosi: sulle pensioni e sulla casa.
L’intervento sulle pensioni è fuori da ogni logica economica che non sia quella di reperire ulteriori risorse e destinarle ad altri fini, come dimostra il fatto che – a seguito dei ripetuti provvedimenti degli ultimi anni – il bilancio previdenziale dell’Inps è già in attivo.
Allora, l’allungamento forzoso dell’età pensionabile disvela l’esproprio dei contributi versati da parte dei lavoratori, che non sono più nella disponibilità degli stessi e che – è ormai palese – sono usati dal Governo come fondi ai quali attingere alla bisogna.
Se, quindi, già per il passato (a causa di una dissennata politica pensionistica) si è dovuto assistere allo sfregio per cui i contributi versati dai singoli lavoratori, che non sono andati ad incrementare (se non figurativamente) la posizione contributiva di ognuno, quanto piuttosto destinati al pagamento delle pensioni di chi era già tale; oggi, ad ulteriore detrimento delle già labili posizioni dei lavoratori, siamo chiamati a guardare l’ultimo scempio, per cui i contributi versati dai lavoratori prendono tutte le vie, tranne che quella di garantire il loro pensionamento, ma vanno (in modo tanto surrettizio quanto subdolo) ad incrementare i plafond del Governo, che negli ultimi anni non ha dato modo far vedere di non sapersi saziare.
Con questa manovra si getta la maschera e si afferma che i contributi previdenziali sono una imposta proporzionale sul reddito dei lavoratori dipendenti, le uniche mucche da mungere da un secolo a questa parte, visto che esse garantiscono la maggior parte del gettito irpef (evidentemente, perché più ricchi …), tradendo ancora una volta lo spirito dell’articolo 53 della Costituzione che vuole che tutti siano tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva e che il sistema tributario sia informato a criteri di progressività.
Analoghe considerazioni sono spendibili pure per gli interventi sulla casa. Pure a tale riguardo la moltiplicazione dei valori catastali ai fini dell’applicazione dell’IMU (fino a ieri denominata ICI) apporta un nuovo pesante fardello sulla schiena dei ceti medio bassi.
Nessuno si azzardi a definire questo un provvedimento in sintonia con il comune sentire degli italiani, i quali hanno mostrato di apprezzare l’idea dell’introduzione di una imposta patrimoniale.
Senza rovistare nelle pieghe del provvedimento, è fin troppo evidente che – per come è congegnata tale imposta – essa è atta unicamente a colpire in modo soverchio la classe media di questo Paese. Questa, infatti, è un’imposta speciale ossia si sostanzia su di un unico cespite (gli immobili), che rappresenta tra il 50 ed il 100% del patrimonio delle classi medie e una misura risibile del patrimonio delle classi agiate, che hanno, invece, il loro beni diffusi nei valori mobiliari, rimasti indenni dalla scure del Fisco.
Sulle case il Governo si avventa con aliquote combinate tanto alte da non poter scongiurare una lenta erosione del valore del bene fino a configurare uno strisciante esproprio del bene stesso, nel momento in cui l’imposta diventa troppo gravosa per poter essere pagata con gli esigui redditi del proprietario.
Di fronte a tanto, urge un cambiamento di rotta, verso una nuova politica del lavoro che non agevoli il precariato, che sappia coniugare il rigore con la solidarietà, che distribuisca equamente i pesi e che finalmente riduca la spesa improduttiva.
Confido in un suo pronto e fattivo intervento, perché si faccia latore di questi auspici nei confronti del nostro Governo.
Per il bene ed il futuro dell’Italia!
IL SEGRETARIO UTL ISERNIA
Domenico Riccio
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le idee
domenica 11 dicembre 2011
Le nuove indagini finanziarie
L’art. 11, commi 2, 3 e 4 del D.L. n. 201 del 06/12/2011 (in G.U. del 06/12/2011 n. 284- c.d. Decreto Salva Italia) ha modificato parzialmente le procedure in tema di indagini bancarie, disponendo: “A far data dal 1° gennaio 2012, gli operatori finanziari sono obbligati a comunicare periodicamente all’anagrafe tributaria le movimentazioni che hanno interessato i rapporti di cui all’art. 7, sesto comma, del “decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 605, ed ogni informazione relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali, nonché l’importo delle operazioni finanziarie indicate nella predetta disposizione”.
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accertamento
Cresce l'Africa
Niente crisi per l'Africa subsahariana: secondo le ultime previsioni del FMI, il tasso medio di aumento del PIL nei Paesi dell'area - attualmente attorno al 5,2% - dovrebbe salire al 5.8% in termini reali nel 2012, con un PIL aggregato (a parità di potere d'acquisto) pari a 2.082 miliardi di dollari, un tasso di investimento pari al 22 per cento e un PIL pro capite pari a 2.482 dollari. Con un afflusso di nuovi investimenti dal Resto del Mondo pari a circa 90 milioni, su livelli quindi ormai paragonabili a quelli della Cina.
E quest'anno. il Paese che nel primo trimestre di quest'anno ha superato tutti gli altri in termini di crescita. è il Ghana (+ 23% su base annua). Non si tratta solo dell'avvio della produzione di petrolio: in aumento sono tutti i settori di attività del Paese. dalla produzione agricola (cacao). a quella mineraria (oro) al settore dei servizi con particolare riguardo alla gestione di procedure informatiche e call center er multinazionali straniere.
Come rileva un recente studio di Mc Kinsey che aggrega i dati economici dei diverso Paesi del Continente. il motore dello sviluppo africano. non è rappresentato soltanto dallo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie ma da fattori diversi. Innanzitutto il fenomeno dell'urbanizzazione: oggi città come Kinshasa. Lagos. il Cairo hanno più di 10 milioni di abitanti.
E quest'anno. il Paese che nel primo trimestre di quest'anno ha superato tutti gli altri in termini di crescita. è il Ghana (+ 23% su base annua). Non si tratta solo dell'avvio della produzione di petrolio: in aumento sono tutti i settori di attività del Paese. dalla produzione agricola (cacao). a quella mineraria (oro) al settore dei servizi con particolare riguardo alla gestione di procedure informatiche e call center er multinazionali straniere.
Come rileva un recente studio di Mc Kinsey che aggrega i dati economici dei diverso Paesi del Continente. il motore dello sviluppo africano. non è rappresentato soltanto dallo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie ma da fattori diversi. Innanzitutto il fenomeno dell'urbanizzazione: oggi città come Kinshasa. Lagos. il Cairo hanno più di 10 milioni di abitanti.
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africa
sabato 10 dicembre 2011
Il lavoro in Italia oggi
Il futuro incerto della ripresa occupazionale. La frenata della crisi nel 2010 (bruciati 153.000 posti di lavoro, contro i 380.000 del 2009) e i dati positivi per il 2011 (+0,4% gli occupati nel primo semestre) fanno sperare in una chiusura d’anno con segno positivo. Viene meno la capacità di tenuta dell’occupazione a tempo indeterminato. Dopo due anni di tendenziale stabilità, si riduce dell’1,3% nel 2010 e dello 0,1% nel primo semestre del 2011. Si segnala però una crescita significativa del lavoro a termine (+1,4% nel 2010 e +5,5% nei primi sei mesi del 2011) e del lavoro autonomo (dopo cinque anni di contrazione, nel 2010 c’è una prima tiepida crescita: +0,2%). La crisi ha colpito il mercato del lavoro in modo molto differenziato. Tra il 2007 e il 2010 è aumentata l’occupazione straniera (quasi 580.000 lavoratori in più, di cui circa 200.000 nell’ultimo anno, con un incremento complessivo del 38,5%), mentre quella italiana ha registrato la perdita di 928.000 posti di lavoro (-4,3%), di cui 335.000 nell’ultimo anno. I più colpiti sono stati i giovani. Tra il 2007 e il 2010 il numero degli occupati è diminuito di 980.000 unità, e tra i soli italiani le perdite sono state oltre 1.160.000. Di contro, nelle generazioni più mature i livelli occupazionali non solo sono stati salvaguardati, ma sono addirittura aumentati: +7,2% l’occupazione tra i 45-54enni e +12,9% tra i 55-64enni.
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diritto del lavoro
SuperInps
Con l'entrata in vigore del decreto legge n.201/2001, il 6 dicembre 2011, l'INPDAP e l'ENPALS sono soppressi e l'INPS subentra nelle loro funzioni e succede in tutti i rapporti attivi e passivi.
Dall’operazione di accorpamento il Governo si attende una riduzione dei costi complessivi di funzionamento, aggiuntiva rispetto agli effetti riduttivi già previsti dalla legge di stabilità 2012, che la relazione tecnica quantifica in non meno di 20 milioni di euro nel 2012, 50 milioni di euro nel 2013 e 100 milioni di euro nel 2014.
Dall’operazione di accorpamento il Governo si attende una riduzione dei costi complessivi di funzionamento, aggiuntiva rispetto agli effetti riduttivi già previsti dalla legge di stabilità 2012, che la relazione tecnica quantifica in non meno di 20 milioni di euro nel 2012, 50 milioni di euro nel 2013 e 100 milioni di euro nel 2014.
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diritto del lavoro
venerdì 9 dicembre 2011
Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici
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tributi
mercoledì 7 dicembre 2011
Le lingue morte
ISISS Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore, prima chiamato Liceo. Quando una lingua non riesce ad utilizzare nomi per indicare le cose, ma deve ricorrere alle parafrasi, vuol dire che quella lingua è morta.
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le idee
martedì 6 dicembre 2011
Vicedirigenza
Il Giudice del Tribunale di Vicenza riconosce "il diritto dei ricorrenti all’inquadramento nell’area della Vice Dirigenza a decorrere dalla data di entrata in vigore del CCNL personale comparto ministeri, quadriennio normativo 2006/2007, condanna l’Agenzia resistente, in via equitativa ex articolo 432 c.p.c., al risarcimento del danno in loro favore nella misura di euro 4000,00 ciascuno nonchè alle spese di lite".
Tribunale di Vicenza, sentenza dispositivo 290 del 25 novembre 2011.
Tribunale di Vicenza, sentenza dispositivo 290 del 25 novembre 2011.
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diritto del lavoro,
vicedirigenza
Manovra Monti (decreto salva Italia - misure anticrisi), il testo
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tributi
lunedì 5 dicembre 2011
Misure anticrisi / Rincarano le addizionali regionali, le accise sulla benzina e l'iva
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Misure anticrisi / Entra in scena la tassa sul lusso
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Misure anticrisi / Torna l'ICI (e l'IMU) per la prima casa
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Misure anticrisi / Nessun aumento per l'irpef
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domenica 4 dicembre 2011
Età media di pensionamento
Secondo gli ultimi dati INPS l'età media di uscita nel complesso, considerando le pensioni di vecchiaia e anzianità, è stata di 60,2 anni, in calo rispetto ai 60,4 anni del 2010.
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pensioni
La giurisdizione sulle quote emesse dall'Ordine dei dottori commercialisti
Il ricorso avverso gli avvisi di pagamento per la riscossione delle quote emessi dall’Ordine dei Dottori commercialisti va proposto dinanzi al giudice tributario. Sulla scorta della pronuncia n. 1782/2011 delle Sezioni Unite della Cassazione, le controversie relative al contributo annuale dovuto dall’iscritto all’Ordine appartengono alla giurisdizione tributaria.
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giurisdizione
Fiscalità varie
L’intervento sulle pensioni viene fatto solo per reperire facilmente risorse, non è giustificato dalla necessità di un riequilibrio: il sistema previdenziale italiano è strutturalmente in perfetto equilibrio.
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le idee
L'80% degli italiani sarebbe a favore di un'imposta patrimoniale (Renato Mannheimer)
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le idee
venerdì 2 dicembre 2011
Disparità di trattamento retributivo ammessa dal CCNL
Una recente pronuncia della Cassazione torna a farci riflettere sul rapporto tra retribuzione e prestazione professionale, rapporto che da sempre è al centro delle controversie maggiori nel diritto del lavoro.
Infatti, il principio di parità di trattamento nei rapporti di pubblico impiego, di cui all’art. 45 del D.Lgs. n. 165 del 2001, vieta trattamenti individuali migliorativi o peggiorativi rispetto a quelli sanciti dal contratto collettivo. Tuttavia, nel momento in cui le retribuzioni siano determinate in ambito collettivo, non viene stabilito un parametro di differenziazione e su questo punto si concentra la Corte di Cassazione con la sentenza 27 ottobre 2011, n. 22437.
Infatti, il principio di parità di trattamento nei rapporti di pubblico impiego, di cui all’art. 45 del D.Lgs. n. 165 del 2001, vieta trattamenti individuali migliorativi o peggiorativi rispetto a quelli sanciti dal contratto collettivo. Tuttavia, nel momento in cui le retribuzioni siano determinate in ambito collettivo, non viene stabilito un parametro di differenziazione e su questo punto si concentra la Corte di Cassazione con la sentenza 27 ottobre 2011, n. 22437.
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